Imbrattati e oscurati tre velobox
Tresigallo, vandali in azione con bombolette spray. Colpiti due speed-check in via del Mare e uno in via Giordano Bruno
TRESIGALLO. I sistemi di controllo di velocità che siano autovelox oppure bvelobox o speed-check da tempo sono nel mirino degli automobilisti. Sono considerati autentici nemici e sono stati sradicati, bruciati (i velox di Tamara, qualche anno fa) o seriamente danneggiati come è accaduto tempo fa nel Centese. Qualcuno ha cercato di evitarli viaggiando contromano, credendo che il fatto di simulare il sorpasso consentisse di non essere immortalati. Ma l'offesa più comune ai robot color arancione piazzati sulle strade è l'imbrattamento con vernici, rigorosamente sulle finestrelle delle eventuali telecamere, e l'apposizione di scritte poco urbane e di disegni non propriamente artistici sulle carcasse.
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Nella notte tra domenica 27 e lunedì 28 marzo, ignoti hanno provveduto ad imbrattare i velobox di tre degli impianti di recente apposizione nel centro di Tresigallo. Si ricorda che i velobox non necessariamente sono dotati di telecamere, che possono essere inserite a rotazione, e per scattare fotografie che portino alla sanzione debbono essere affiancati dalla presenza di agenti della polizia locale. La sola presenza del macchinario di colore arancione deve invece servire da monito e deterrente a chi considera i limiti di velocità non un obbligo legato alla sicurezza ma un consiglio. In effetti, i velobox di Tresigallo sono sistemati in zone decisamente pericolose, a ridosso di passaggi pedonali o di inserimenti in strada dalla visuale difficile.
Le tre installazioni colpite sono quelle situate in via del del Mare, sul rettilineo proprio all'altezza del passaggio pedonale per il supermercato Aliper, in via Giordano Bruno e, sempre in via del Mare, all'uscita del paese di fronte a palazzo Pio, in due tratti stradali che probabilmente invogliano alla velocità ma nei quali è ovvio cercare di migliorare la sicurezza. Le finestrelle sono state accuratamente annerite , probabilmente con l’ausilio di una bomboletta spray nera. Su tutte le colonnine è stato tracciato, sempre con una bomboletta spray la sigla Acab (che non ha nulla a che fare con Moby Dick, ma è un acronimo insultante verso le forze dell'ordine). Poi, anche un disegno semplicemente di cattivo gusto. Si è anche scatenato un dibattito su Facebook, con posizioni piuttosto decise. Una sommaria pulizia delle lenti sembra essere già stata stata effettuata, mentre sono in atto indagini per cercare di scoprire i responsabili del gesto teppistico.
Alessandro Bassi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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