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salta il termine del 30 marzo

Le altre banche sono in agitazione

Maccarone (Fitd) dà voce al disagio: risarcimenti? Nessuna notizia

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Il termine inserito nella legge di Stabilità per l’emanazione dei decreti attuativi dell’arbitrato pro-risparmiatori e del Fondo di solidarietà da 100 milioni di euro, cioè oggi, è di fatto diventato virtuale ben prima della sua scadenza. L’unica certezza sulla quale convergono tutti coloro che hanno accesso alle fonti di Palazzo Chigi, infatti, è l’orientamento governativo diretto all’abbandono del progetto-arbitrato, per addentrarsi in una difficile trattativa con l’Ue sul rimborso totale degli obbligazionisti subordinati. La conseguenza immediata di questa scelta è, appunto, prendere altro tempo, svuotando di ogni significato la scadenza di oggi. Per quanto riguarda, invece, la possibilità di coprire l’intero ammontare delle perdite da azzeramento dei bondisti, oltre 300 milioni dei quali 51 per Carife, c’è chi da per imminente l’accordo con la Commissione europea (addirittura entro la settimana) e chi, come Repubblica, fa parlare “l’ufficiale pagatore” del caso, cioè Salvatore Maccarone (Fitd), e illustra invece le difficoltà. «Non ne so niente di niente, il governo non si è fatto sentire, l’intero sistema bancario italiano è all’oscuro di tutto, grottesco» è il significativo intervento di colui che dovrebbe aver già raccolto i 100 milioni come contributo “volontario” delle banche, e si immagina essere al lavoro per il resto. Invece Maccarone spiega che gli interventi del fondo volontario, «come ha mostrato il caso di banca Tercas, sono limitati per Statuto alle banche in amministrazione straordinaria. Comunque la si giri questa roba non funziona, non è un caso che i decreti ancora non escano». C’è molto fermento, a quanto traspare dalle parole di Maccarone, tra le banche contribuenti, visto che l’onere per i salvataggio dei quattro istituti ha già pesato molto sui bilanci 2015, e l’indeterminatezza comunque tendente al rialzo sui costi da sostenere per il ristoro degli azionisti è un ulteriore macigno. Prima ancora che l’Unione Europea, insomma, sembra essere quello domestico il fronte più caldo sul quale è impegnato in questo momento il governo.

Forse qualche indicazione si potrà ottenere questa mattina, dopo l’incontro previsto a Roma tra l’associazione Vittime del Salva-banche e il direttore dell’Unità di risoluzione di Bankitalia, Stefano De Polis, ma è probabile che si debba attendere Palazzo Chigi.

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