Le opposizioni attaccano Fabbri
Ospedale San Camillo, dura nota di quasi tutte le forze politiche: il sindaco tace su alcuni aspetti
COMACCHIO. «Il sindaco di Comacchio, forte con i deboli e debole con i forti». Vanno all’attacco alcune delle forze politiche che non si riconoscono nell’attuale amministrazione. Nodo del contendere la questione sanità e l’ospedale San Camillo. E tutto è contenuto in una nota a firma di Giovanni Gelli, portavoce di Alternativa Democratica, cui hanno aderito Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, Lista Civica il Faro, Partito Repubblicano, Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia Libertà, Unione di Centro. «Dopo aver visto i dinosauri politici (naturalmente solo tra i suoi avversari)», ora il sindaco «vede, in campo sanitario, anche gli sciacalli - spiega la nota -che approfitterebbero politicamente della confusa questione pediatria di comunità-pediatria di gruppo al San Camillo dimenticando, come al solito, che la confusione è nata dall’ignobile schema del terzo piano del San Camillo, elaborato al computer, proprio per lasciare intendere che adesso c’è il vuoto mentre domani verranno portati nuovi servizi (ma lui sa che non tutti sono nuovi)». Invece, continua la nota «sul problema di quella parte del secondo piano del San Camillo praticamente inutilizzata da circa tre anni, il signor sindaco tace e non fa neanche la fatica di informarsi che nella Casa della salute di Casalecchio di Reno, i privati sono presenti, pur essendo, la struttura, un ambito di sanità pubblica. Egli continua a non fare nulla per implementare la Chirurgia Ambulatoriale di Comacchio. Anzi, si oppone al faticoso e impegnativo tentativo, nell’ambito del Servizio Sanitario (che, in Italia, è pubblico-statale), di ideare un utilizzo del secondo piano coerente con le indicazioni interministeriali di cui al decreto n.70/2015 e utile a tutta la popolazione del territorio che, attualmente, è costretta ad attendere mesi e mesi anche per un semplicissimo intervento chirurgico ambulatoriale». Poi un altro affondo nei confronti del sindaco: «Propinando al grosso pubblico lezioncine confuse di legislazione sanitaria - spiegano Gelli e le forze che hanno firmato il documento - , evita di convocare la Commissione Speciale Sanità comunale, nonostante la richiesta di convocazione sia stata sottoscritta da oltre un quinto dei suoi componenti. Così operando, evita altresì di riferire in commissione sulle equipe chirurgiche itineranti nel territorio provinciale, sui modi di riduzione dell’enorme spesa sanitaria dovuta alla mobilità passiva e sull’ipotesi di utilizzo chirurgico ambulatoriale del secondo piano del San Camillo». In questo modo il sindaco, si ribadisce nella nota «impedisce anche alla minoranza consiliare di intervenire nel merito con cognizione di causa. Se Mezzogori si mette di traverso al terzo piano per difendere la legalità e la democrazia (troppo presto le istituzioni dimenticano o fanno finta di dimenticare la petizione popolare del 2015), il sindaco di Comacchio si mette idealmente di traverso al secondo piano, ledendo le legittime e democratiche prerogative delle opposizioni. D’ora in avanti ogni forma di volta-gabbanismo politico, anche se effettuata con look giovanile, verrà pubblicamente redarguita».
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