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salta la prima scadenza del 22 aprile

Fondazione Carice rinvia la cessione di quote

Fantozzi: sentiamo giudizi lusinghieri ma non conviene vendere ora. Mattarelli vota contro

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Il vertice di Caricento ritiene possibile una crescita autonoma e l’azionista di maggioranza, la Fondazione Carice, per ora lo asseconda garantendo continuità proprietaria. La scelta comunicata dalla presidente Cristiana Fantozzi, infatti, è di «prendere tempo: è prematuro lo scenario di mettere sul mercato nostre quote, anche perché l’interesse ad acquistare titoli bancari è ai minimi di sempre». Questo significa, ha riassunto per la platea il presidente della banca, Roncarati, non succederà nulla il 22 aprile, quando scatta il primo step previsto dal protocollo Acri per arrivare nel tempo a Fondazioni che non abbiano più del 33% del capitale investito in una sola banca. Anche Cento utilizzerà, come molti altri enti, l’escamotage di aspettare fino a cinque anni per evitare «un impatto pesantemente negativo sui conti». Ci sarà quindi tempo per valutare gli effetti del Piano 2016-18, che a questo punto diventa snodo decisivo. Per Fantozzi la girandola d’incontri dei mesi scorsi è comunque servita a raccogliere «giudizi molto lusinghieri verso la Cassa, i suoi amministratori e il direttore», premessa per rinnovare loro la fiducia, «siamo orgogliosi di farlo».

È rimasto in polemico silenzio il piccolo azionista Marco Mattarelli, che comunque ha votato contro il bilancio, «utili, dividendo, azioni e patrimonio in ribasso, sofferenze e compensi ai manager in aumento: basta per motivare il no?» ha detto ai giornalisti, annotando anche i 27 milioni di crediti accordati a “parti correlate”, dei quali quasi 13 utilizzati.

Marco Barioni, segretario della First Cisl, ha sollevato grandi temi: «C’è solo un futuro rosa? («diciamo impegnativo» la replica di Roncarati, ndr). Avrà Caricento la forza di restare autonoma? Il Piano triennale non deve intaccare il modello territoriale, e i dipendenti che hanno accettato un Cia con revisioni al ribasso, vanno informati con chiarezza dei cambiamenti e delle strategie: non sono solo un costo». Massimo Impellizzeri ha strappato una promessa di ottenere informazioni non sono una volta all’anno, e il dipendente-azionista Stefano Oppi ha parlato del clima in banca: migliore che altrove, secondo la sua esperienza.

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