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La lunga notte di Pasqua sui Lidi

La lunga notte di Pasqua sui Lidi

Interventi mirati nei luoghi del divertimento notturno per garantire la sicurezza: «L’abuso di alcol è diminuito»

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LIDO SPINA. L’azione di controllo del territorio, da parte della Compagnia Carabinieri di Comacchio, tesa a salvaguardare la sicurezza pubblica e a far rispettare la legalità, è stata significativamente intensificata durante lo scorso week-end pasquale. In forza di una speciale autorizzazione, concessa dal Comando Generale dell’Arma, si è potuto seguire passo passo gli interventi effettuati durante la notte di Pasqua dalle pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile, coordinate dal Tenente Andrea Coppi. «La centrale operativa attraverso gli apparati, gestisce l’ordinaria attività preventiva posta in essere dalle pattuglie in circuito sul territorio e le eventuali emergenze a seguito di richiesta sul 112 – ha spiegato il tenente Coppi -; la giurisdizione di competenza è vasta e comprende i territori di Lagosanto, Codigoro, Goro, Mesola e le valli sino al confine con Argenta. Il primo posto di controllo alla circolazione stradale notturno viene fissato intorno alle ore 00.30 in viale Raffaello al Lido di Spina, orario di grande afflusso di autoveicoli diretti ai luoghi del divertimento notturno». Lungo i marciapiedi incessante è il via vai di giovani, molti dei quali brandiscono bottiglie di birra o di alcolici. Una pattuglia in via Boldini presidia l’area nella quale i militari di altre due pattuglie effettuano i controlli agli utenti della strada in viale Raffaello. Ogni carabiniere, oltre alla pettorina catarifrangente indossa il giubbotto anti-proiettili. Particolare importanza viene posta alle dotazioni ed alla sicurezza passiva dei militari che operano sulla strada, infatti, ogni equipaggio ha a bordo dell’automezzo di servizio varie dotazioni. Si parte dalla pistola mitragliatrice, fino ad arrivare ai corpetti ad alta visibilità indossati sopra le uniformi per essere ben visibili quando impegnano la sede stradale. «Il cambio con le pattuglie smontanti – ha sottolineato il tenente Coppi – può essere effettuato anche sul posto e non solo in caserma, affinchè i controlli procedano sul territorio senza soluzione di continuità». Dopo l’alt intimato con la paletta d’ordinanza, cominciano i controlli di prevenzione contro l’abuso di sostanze alcoliche. «Il pre-test è uno strumento che effettua un accertamento speditivo, in quanto ci consente di verificare se il conducente ha bevuto – ha aggiunto il comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile -, con uno screening immediato. Non è considerato un accertamento invasivo poiché non c’è contatto, in quanto si soffia senza appoggiare le labbra». Se si accende la spia rossa, si procede al secondo esame, con il ricorso all’etilometro. Il primo scontrino emesso durante la serata di controlli a tappeto ha fornito un esito soddisfacente con un bel 0,09 g/l di alcol registrato, inferiore al limite di 0,5 g/l stabilito per legge. “«n questi anni si è assistito ad un calo dei casi di flagranza alla guida in stato di ebbrezza – ha rilevato il tenente Coppi -, perché l’inasprimento delle pene ha funzionato da deterrente. Anche il reato di omicidio stradale appena introdotto, va in questa direzione». Mentre i carabinieri proseguono le attività di accertamento, un gruppo di giovani a piedi si avvicina con aria minacciosa: «Che fai con queste foto? Ci metti su Facebook? – sbotta uno -, mentre un altro si piazza a una spanna dall’obiettivo della macchina fotografica, allargando le braccia». L’arrivo immediato dei militari stempera subito gli animi dei giovani che si allontanano, scusandosi per l’interferenza.

Katia Romagnoli

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