Metropolitana di superficie, si riparte
L’assessore Modonesi: «A giorni il bando di prequalificazione delle ditte»
La nuova gara per far ripartire il cantiere della metropolitana di superficie - e arrivare finalmente all’interramento della ferrovia di via Bologna - è più vicina. A giorni sarà infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando pubblico per la prequalificazione delle ditte che concorreranno all’aggiudicazione dell’appalto. Una volta fissati i requisiti, si potrà indire la nuova gara e riprendere i lavori ormai interrotti dal 2012. Ad annunciarlo, in occasione dell’incontro con i cittadini organizzato martedì sera dai circoli Pd Lambertini e Fabbri, è stato l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Aldo Modonesi. In questi mesi, ha spiegato, è stato rescisso il contratto con la ditta Acmar che ha permesso di riconsegnare il cantiere a Fer e ricominciare daccapo. Certo servirà ancora tempo, almeno tre anni, visto che la catena di imprevisti che ha stoppato i lavori, finora ha lasciato solo la possibilità di realizzare il binario provvisorio in zona Rivana e l’accesso per l’ospedale di Cona, e da fare resta ancora il grosso dei lavori nella zona di via Bologna, a cominciare dell’interramento del binario che oggi taglia in due l’importante asse viario e il raddoppio della linea dall’Aleotti alla Rivana.
Modonesi è stato sollecitato anche sul fronte delle piste ciclabili per le quali, ha spiegato, «stiamo operando su due direzioni». La prima riguarda la chiusura della “ciclabile a U” per collegare la Destra Po da Francolino al Sottomura e da lì via Darsena/IV Novembre e Pontelagoscuro. L’obiettivo è terminare entro il 2017 «per riuscire a intercettare e a condurre in città il flusso di turismo ciclabile portato dalla ciclovia VenTo Venezia-Torino».
Il secondo fronte riguarda le piste radiali: nel settore Est l’attenzione è puntata sul collegamento tra via Comacchio (Cocomaro) e l’ospedale di Cona, il cui secondo stralcio è previsto proprio nel 2016. L’anno successivo si metterà mano al tratto Ferrara-Aguscello per innestarsi poi sulla via Comacchio attraverso la viabilità interna. Nella zona Sud invece il progetto riguarda la pista lungo la via Bologna fino a Chiesuol Del Fosso, per la quale si prevede il proseguimento fino a via Chiesa tramite la Sammartina. Tutti progetti, ha sottolineato l’assessore «in parte progettati e già finanziati con l’inclusione nel piano delle opere e in parte da progettare».
All’incontro si è parlato anche di sostenibilità e di riduzione del traffico. Su questo ultimo tema Modonesi ha fornito alcuni dati sull’effetto Tangenziale Ovest che, dopo l’apertura del primo pezzo, ha determinato alcuni significativi miglioramenti. In particolare, nel novembre del 2014, e poi ancora nel febbraio e nel maggio del 2015 i monitoraggi tra la rotatoria di Ingegneria e quella di via Ferraresi hanno consentito di registrare un calo del 25% del flusso delle auto e del 29% di mezzi pesanti. Bisognerà ora aspettare che l’utilizzo del nuovo tratto di Tangenziale entri a regime per poter testare la sua capacità di decongestionamento delle arterie urbane.
La mobilità sostenibile vede infine Ferrara già pronta a fornire ai possessori di mezzi elettrici cinque colonnine di ricarica, tuttora però molto sottoutilizzate a causa del mancato decollo del mercato dei mezzi di trasporto elettrici. Le colonnine, fornite da Enel e Regione, si trovano in piazza Castello, via Biagio Rossetti (di fronte ai Diamanti), piazzale Kennedy, piazzale Stazione e via Del Lavoro, ma gli utenti si contano sulle dita di una mano. Il Comune, da parte sua, utilizza una flotta ecologica di una decina di mezzi: 4 più piccoli, per la consegna della posta interna e i restanti Doblò.
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