PalaSpecchi, scadenza con il brivido
Sulla carta oggi è l’ultimo giorno per il progetto di recupero. Ma si va avanti per vedere come sarà risolto il caso Vittadello
Oggi è il 31 marzo e sulla carta dovrebbe scadere il termine per perfezionare l’accordo tra vari soggetti per il completo recupero del Palazzo degli Specchi. Ma il 31 marzo passerà senza conseguenze, anche se le decisioni non tarderanno. La dilazione rispetto alla data del 31 dicembre 2015 era stata concessa dalla Cassa depositi e prestiti (il principale soggetto finanziatore dell’operazione immobiliare di 44 milioni) per consentire ai Parnasi - proprietari degli Specchi tramite la società Ferrara 2007 - di appianare le loro questioni finanziarie con le banche.
Doveva essere un termine perentorio, è diventato più blando per dare il tempo di smaltire la “botta” dell’arresto di Sergio Vittadello, finito ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma su alcuni appalti Anas. L’inchiesta non ha nulla a che spartire con gli Specchi e Sergio Vittadello adesso è anche formalmente fuori dalla Intercantieri Vittadello, di cui è stato il fondatore essendogli subentato come amministratore unico il figlio Andrea. Ma la faccenda resta delicata.
La Intercantieri Vittadello è l’impresa padovana che in base ai patti del giugno 2014 deve costruire sulle macerie degli Specchi e non ha alcuna intenzione di sfilarsi dall’affare. Dall’altra Cassa depositi e prestiti, che nell’affare ci deve mettere 33 milioni, non vuole sorprese. E non vuole sorprese nemmeno Investire Sgr, che deve gestire l’operazione e che deve sobbarcarsi la fideiussione da 6,8 milioni sgravando così i Parnasi dagli impegni presi con il Comune di Ferrara; se non verrà costruita la nuova sede della Polizia Municipale il Comune incasserà i soldi messi a garanzia.
«Con la scadenza del 31 marzo - dice l’assessore all’urbanistica Roberta Fusari - non accade nulla di drammatico, siamo in contatto con tutti i soggetti interessati al progetto di recupero. Dopo la vicenda Vittadello siamo in attesa di conoscere l’evolvere della situazione. Come Comune, in questa fase, siamo essenzialmente spettatori. Spero che per il 5 aprile il quadro sia più chiaro». Spettatori significa che si attende la decisione di Cassa depositi e prestiti.
Le possibilità sono sostanzialmente tre: stop al progetto, avanti tutta, avanti ma con una diversa soluzione.
Il 5 aprile è il giorno in cui il sindaco Tagliani riferirà in commissione urbanistica sul progetto di recupero e sulla messa in sicurezza dell’immobile. La data è stata confermata dal presidente della commissione Leonardo Fiorentini, ma non è ancora ufficiale.
La cosa suscita irritazione negli ambienti del M5S e in quelli della Lega: «Come mai manca l’ufficialità?» si domanda il leghista Nicola Lodi, che così prosegue: «La lega ha una sola data utile per il termine dell vicenda Palaspecchi,il 31 marzo. Lo aveva dichiarato il sindaco e anche la Cassa depositit e prestiti senza possibilità di nessuna proroga. Oggi noi abbiamo la necessità di sapere la data dello sgombero, della pulizia e della bonifica». La bandiera della demolizione non sbandiera più tanto in alto: «La vogliamo al 100%, ma non è la priorità odierna» dice Lodi, che annuncia presenza «in massa» alla commissione.
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