Sorpresi in Valle altri pescatori di frodo
Operazione della polizia provinciale: liberati oltre cinquanta chili di cefali ed abramidi
COMACCHIO. La Polizia provinciale ha sorpreso alcuni pescatori di frodo a Comacchio. Il fatto è accaduto lungo le sponde del canale Navigabile dove martedì poco prima delle 22, una pattuglia è intervenuta mentre stavano per essere calate delle reti in acqua. Alla vista degli agenti i pescatori si sono dati alla fuga a bordo della propria imbarcazione, spinti da un potente motore fuoribordo. Impossibilitati a fermarli, gli agenti provinciali hanno recuperato una canoa a bordo della quale hanno provveduto a rimuovere la rete ancora presente in acqua, nella quale erano rimasti impigliati diversi pesci. Dopo un’ora è stata poi recuperata una rete tipo tramaglio di lunghezza non regolamentare, lunga un centinaio di metri, con sugheri di galleggiamento e pietre alle estremità. Tagliando le reti, gli agenti hanno liberato i pesci intrappolati: circa una cinquantina di chili fra cefali ed abramidi, nella maggior parte ancora vivi e subito reimmessi in acqua. Le reti sequestrate sono state portate nelle sedi appropriate per evitare manomissioni delle stesse. Un secondo sequestro di 5 reti a cogollo, utilizzate per la pesca di frodo e provviste di esche vive immediatamente liberate, è avvenuto nei pressi del Canale Collettore Mezzano, vincolato a zona di ripopolamento e frega, dove vige il divieto assoluto di pesca. Il materiale rinvenuto è stato portato e conservato presso uno dei distaccamenti della Polizia provinciale. «Prosegue dunque l'attività di controllo e contrasto alla pesca di frodo da parte della Polizia provinciale - sottolinea Claudio Castagnoli -, che continua ad agire contro questo allarmante fenomeno».
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