Viste sul campanile sì, ma per chi ci arriva
Pomposa è una delle mete preferite in queste vacanze però i turisti lamentano l’assenza di cartelli
POMPOSA. Una riapertura da record. È ricominciata con 996 persone salite sul campanile del complesso abbaziale di Pomposa, la stagione della riapertura della torre campanaria, che sarà visitabile, fin sulla cima, tutti i sabati e domeniche e giorni di festività calendarizzate, fino al prossimo19 giugno. La riapertura della torre campanaria di Pomposa è coincisa con le festività di Pasqua e nelle tre giornate 26, 27 e 28 marzo moltissime persone, tanti codigoresi, ma soprattutto tantissimi turisti, hanno atteso pazientemente in fila, per arrivare al termine dei 201 gradini ed ammirare una vista mozzafiato a 360° sull’intero delta ed anche un po’ più in la con la delineazione precisa e netta di appennini e nelle giornate più limpide, anche delle alpi. Una soddisfazione per il gruppo volontario Ape (Associazione Pomposa Eventi) che cura il periodo di apertura e di regolamentazione delle salite al campanile questi primi giorni di apertura sono stati la conferma di quanto il complesso abbaziale pomposiano sia una meta curiosa e culturale per un numero sempre più crescente di turisti, tanto da essere stato, lo scorso anno, uno dei 10 monumenti più visitati in regione e stando così le cose vi sono tutte le premesse affinché questo dato rimanga una realtà. Ma se l’attività di Ape e le salite al campanile sono state un vero successo vi è un neo che riguarda l’area abbaziale, un annoso problema logistico che da troppo tempo attende delle risposte ed una soluzione. Il primo step da superare per i turisti, che hanno manifestato la cosa è l’assenza di un’adeguata segnaletica stradale che indichi la presenza di un così importante monumento architettonico ed artistico. Per vedere un’indicazione stradale per raggiungere l’abbazia di Pomposa si deve arrivare a Codigoro. Altre indicazioni non ve ne sono, lunga nessuna direttrice viaria della provincia. Una volta giunti all’abbazia i turisti non hanno alcuni riferimento direttivo sul percorso museale visibile e che riserva molte sorprese e tesori artistici. In tutta l’area abbaziale, a parte un piccolo cartello in prossimità dell’ingresso della chiesa, non vi sono indicazioni di come visitare e cosa vedere in abbazia, partendo dal palazzo della Ragione, passando per il chiostro per arrivare al Refettorio, alla sala del compianto ed al piccolo, ma sorprendente, quando pregevole per reperti contenuti museo dell’abbazia e poi ovviamente la chiesa, vera esplosione iconografica ed architettonica dell’alto medioevo, faro di sapienza e fede per secoli, dove ad un certo punto vi è stata una rivoluzione, chiamata notazione musicale, senza la quale oggi non si potrebbe ascoltare nulla di melodico nel modo in cui siamo abituati.
Maria Rosa Bellini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
