«È Carife la banca del territorio»
Nuovo credito e sponsorizzazioni per rispondere a Caricento Capitanio: il loro arrivo è un’opportunità, noi non aggressivi
Nuova Carife all’offensiva su tutti i fronti: clienti da fidelizzare, sia privati che imprese, nuovi rapporti, “presenza” sul territorio anche sotto forma di sponsorizzazioni. «Dobbiamo fare ricavi, e quindi conquistare nuovi clienti - ha spiegato l’amministratore delegato Giovanni Capitanio - Per farlo si può agire sui tassi o sui servizi, noi vogliamo puntare su questi ultimi. La politica aggressiva ci è vietata dall’Ue? Ma noi non siamo aggressivi, abbiamo ripreso a far banca del territorio in modo semplice e ordinato, la nostra è una politica consapevole». E in questa rivendicazione di banca del territorio non si può non vedere in controluce la sfida lanciata proprio in questi giorni da Caricento, che apre filiali nel Basso Ferrarese, si appresta ad inaugurare un punto consulenza in... corso Giovecca e come sponsor riempie i vuoti lasciati dai “cugini”. «Caricento? La concorrenza è il profumo dell’attività - è la metafora usata da Capitanio - È un’ottima banca gestita bene dal direttore generale e dal consiglio d’amministrazione, il suo arrivo è un’opportunità per la città». Intanto viene annunciato il ritorno delle sponsorizzazioni, a partire dagli imminenti appuntamenti Ascom, poi il Premio Estense da riconfermare in queste ore, il Conservatorio di musica: «Faremo interventi in linea con la banca del territorio, per me il marchio potrebbe rimanere anche in futuro ma questa è una scelta degli acquirenti» ha ribadito Capitanio.
Il pezzo forte di quest’offensiva sono le offerte di credito e sui depositi a famiglie e imprese, rese possibili dall’abbondante liquidità di cui dispone ora Nuova Carife. Sono state inviate 34mila lettera a clienti con pensioni o stipendi versati in conto, ai quali vengono proposti un fido da 2.500 o 5.000 euro, a seconda dei loro introiti (tasso ipotizzato attorno all’8,50%), e una linea di credito chirografaria fino a 60 mesi dello stesso importo del fido, a zero spese. «Abbiamo constatato che un certo numero di clienti l’ultima settimana o l’ultima decade del mese andavano allo scoperto, e veniamo loro incontro» spiega l’amministratore delegato. Da lunedì, poi, saranno disponibili offerte per depositi con tassi a tre mesi al 2% lordo, o per periodi superiori «in linea con le migliori condizioni del mercato». Si stanno inoltre contattando 12.586 clienti che hanno fatto uso di società di credito al consumo, proponendo loro prestiti «5 punti sotto i tassi medi di queste società»; e anche 2.493 utilizzatori di finanziamenti scaduti, «avete ancora bisogno?». Quanto ai mutui, da gennaio ne sono stati deliberati 213 per 24,6 milioni, 82 dei quali già erogati, per oltre 8 milioni.
Sul fronte imprese, sono state già viste le pratiche per plafond a disposizione di associazioni di categoria: 10 milioni a testa per Confartigianato e Confesercenti, 20 per Cna, Unindustria, Confcoop, Ascom e Legacoop Estense. Dall’1 gennaio sono state istruite 1.297 pratiche di fido per le piccole e medie imprese, con 63,9 milioni a disposizione (14 sono stati utilizzati). Sono stati contattati 3.255 commercianti che hanno macchinette Pos, per proporre loro un anticipo degli ultimi tre mesi di transato.
Negli ultimi due giorni Capitanio ha incontrato quattro sindaci, per dar gambe all’accordo trovato sulle Tesorerie comunali: quasi 2mila fornitori hanno ricevuto una proposta per garantire loro tempi di pagamento anticipati sui crediti vantati. La raccolta da imprese, infine, «arriva in maniera superiore alle aspettative, le aziende più strutturate ci cercano per negoziare il tasso d’interesse ma a loro diciamo che i depositi vanno legati a flussi commerciali - è sempre l’ad a parlare - La maggioranza dei nuovi depositi vengono da questo settore. La fiducia dei risparmiatori è stata ripristinata? La fiducia è una cosa delicatissima, la si deve conquistare con gli atti concreti».
Il bilancio dal 22 novembre 2015? «Le bozze sono pronte, saranno approvate a breve» conclude Capitanio. Tutti i conti dell’amministrazione straordinaria, invece, sono già in mano a Bankitalia.
Stefano Ciervo
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