Il porta a porta fatto a rovescio
«Mezzo chilometro da percorrere per trasportare le pattumelle»
Si chiama raccolta porta a porta ma a volte il nome stride con la realtà. È il caso delle sei famiglie che abitano in via della Chiusa, una strada bianca che da via Ponte Ferriani si inoltra nella campagna di Baura. Sono i residenti che devono portare giorno dopo giorno le pattumelle con la carta, il vetro, la plastica e l’indiferrenziato in via Ponte Ferriani percorrendo mezzo chilometro di strada. Poi passa Hera a scaricare le pattumelle. E poi ripassano i residenti per riportare a case le pattumelle svuotate.
La raccolta dei rifiuti era piuttosto problematica anche prima che partisse il “porta a porta”. Nel 2014 - quando ancora non era in vigore il “porta a porta” - i residenti di via della Chiusa avevano chiesto a Hera se era possibile collocare i cassonetti della raccolta differenziata vicino alle loro abitazioni. La risposta arrivò il 17 settembre 2014 e fu negativa. Il motivo è presto detto: in via della Chiusa abitano poche persone («zona a basso insediamento abitativo») per cui non conviene organizzare la differenziata. I residenti dovevano continuare a portare il pattume nell’unico ma bastevole cassonetto per rifiuti indifferenziati sistemato in via Ponte Ferriani. Oppure, se mossi da grande buona volontà, allungare parecchio il tragitto e raggiungere l’isola ecologica all’incrocio tra via Ponte Ferriani e via Due Torri e qui differenziare a piacimento.
Alle fine del 2015 le cose sono cambiate. Anche a Baura è partita la raccolta porta a porta. Il tutor di Hera ha però informato le famiglie di via della Chiusa che la loro strada era purtroppo esclusa dal nuovo servizio. Il motivo è presto detto: Hera non fa “il porta a porta” nelle strade sterrate. Per cui i residenti da alcuni mesi debbono portare le loro pattumelle nei giorni e negli orari stabiliti in via Ponte Ferriani. Adesso rimpiangono il cassonetto dell’indifferenziato che era si lontano dalle case, ma almeno non li obbligava a consegne predeterminate e all’andiriviene delle pattumelle.
Hanno scritto a Hera e per conoscenza all’assessorato all’ambiente del Comune per segnale il disagio: «Non siamo più tanto giovanissimi, percorrere 400 metri per portare i contenitori (le pattumelle) sulla strada è non solo disagevole ma anche rischioso. Chiediamo pertanto che anche da noi sia effettuata la raccolta “porta a porta” come per tutti gli altri residenti della città». Per sovrappiù è capitato anche che le pattumelle - trasportate fino a Ponte Ferriani a mano o in macchina - siano poi state rovesciate dal vento.
Il 28 gennaio Hera ha ribadito che per via della Chiusa non c’è nulla da fare: «L’impossibilità di accedere alla via con i nostri mezzi permane e nemmeno nel resto del territorio dove è stato attivato il porta a porta vengono percorse strade sterrate».
La signora Gian Carla Cervi, che fa da portavoce dei residenti di via della Chiusa, non si è arresa: «Bisogna trovare una soluzione - dice alla Nuova - perché non è giusto che noi di via della Chiusa dobbiamo subire solo dei disagi per un “porta a porta” che per noi nemmeno esiste». (m.p.)
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