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i consigli del consulente indipendente ieri all’archeologico

Ricette anti-azzeramento? Occhio agli indici

Bisogna imparare sigle come Cet e Npl. Diversificare con polizze e protezioni finanziarie

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La situazione economica attuale non rende tranquillo il sonno dei risparmiatori che non hanno più molto fiducia nella propria banca; ed i recenti fatti relativi al fallimento di quattro banche lo confermano. Nello stesso tempo, non essendo la maggior parte di loro in possesso degli strumenti idonei per individuare se l’istituto a cui hanno affidato i propri risparmi è affidabile, oppure è a rischio, si trovano in uno stato di grande tensione e insicurezza. Per fornire qualche punto di riferimento Banca Fideuram ha promosso, ieri pomeriggio al Museo Archeologico, un incontro con Nicola Mingirulli, consulente indipendente strategico, che ha affrontato l’argomento da diverse angolazioni. Le tabelle proiettate sullo schermo con le classifiche delle banche più sicure o meno affidabili dove le sorprese non sono mancate (vedi Deutsche Bank) hanno allarmato il folto pubblico presente, che è stato investito da una notevole mole di dati tecnici, spesso di difficile comprensione, su: crediti derivati, leve finanziarie, titoli di Stato e derivati. Questi ultimi - è stato annunciato - erano 131 miliardi nel 2008 mentre nel 2014 sono saliti a 337 miliardi. Al termine della lunga conferenza il relatore ha comunque riassunto in due slide il suo intervento: rischi e portafoglio anticrisi. Per evitare i rischi dobbiamo preoccuparci delle banche più deboli, che avranno difficoltà a rinegoziare le obbligazioni. Attenzione ancora alle banche con Cet (un indicatore patrimoniale, ndr) basso, alle banche con Npl (i crediti deteriorati, ndr) molto alti e infine alle banche con leve finanziarie e derivati. Un portafoglio anticrisi per chi si vuole tutelare, anche se non si è mai certi di nulla, prevede una diversificazione. Bisogna infatti acquistare meccanismi di protezione finanziaria (strategie di portafoglio insurance); aumentare il patrimonio impignorabile (polizze vita e fondi pensione) ed infine abbinare coperture assicurative (Tcm, coperture sanitarie e fondi pensioni); non lasciare sul conto corrente cifre ragguardevoli per evitare il bail-in.

Margherita Goberti

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