Trivelle, è un referendum fantasma
Tutto è pronto in Prefettura per l’imminente appuntamento elettorale: alle urne 281mila ferraresi, ma molti non lo sanno
A 16 giorni dal voto sul quesito abrogativo che disciplina la legge sulle “trivellazioni”, l’imminente tornata consultiva appare sempre più come un referendum fantasma. Alle urne nei 406 seggi della provincia di Ferrara sono chiamati complessivamente 281.170 elettori aventi diritto (sono 106.088 nel solo comune di Ferrara). Ma molti ancora non lo sanno.
L’interesse per questo referendum e la conseguente pubblicità elettorale sono infatti tra i più bassi degli ultimi anni, nonostante l’utilizzo a volte abusato del referendum abbia spesso tenuto lontano l’elettorato da questo genere di consultazione. Per di più questo referendum non è il frutto della raccolta di un minimo di 500mila firme tra i cittadini italiani, procedura adottata per gli altri referendum, ma la richiesta di referendum abrogativo questa volta è partita da un minimo di 5 consigli regionali come prevede la legge e alla fine, dopo il ritiro dell’Abruzzo, sono diventati 9 in rappresentanza delle seguenti regioni: Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise.
Ieri il responsabile della prefettura in materia elettorale, il dottor Vincenzo Martorano, ospite nella redazione della Nuova Ferrara, ha mostrato in anteprima la scheda elettorale del referendum che sarà di colore giallo.
«A vincere l’appalto per la stampa delle schede elettorali - precisa Martonaro - è stata una ditta tipografica di Bologna, che fornirà l’intero lotto della circoscrizione elettorale vale a dire per le provincia di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Per Ferrara e provincia ne abbiamo fatte stampare per sicurezza 355mila. La prefettura si è già attivata per tempo a questa nuova consultazione. Le urne rimarranno aperte nella sola giornata di domenica 17 aprile dalle ore 7 alle 23. Una volta chiusi i seggi comincerà lo spoglio che verrà ultimato indipendentemente dalle notizie sull’affluenza nazionale e il conseguente quorum da raggiungere per la validità».
A testimoniare le bassa attenzione per il referendum ci sono anche gli appositi cartelloni per la pubblicità elettorale che da alcune settimane campeggiano desolatamente vuoti per le strade ferraresi. Al momento manifestazione di interesse per pubblicizzare la propria posizione sul quesito referendario è stata espresso dal consiglio regionale delle Marche, una delle regioni promotrice e da tre partiti: M5S, Pd e Sel.
Ancora una volta sarà il quorum lo scoglio più dure da superare visto che per essere valido il referendum devono votare almeno il 50% + 1 degli elettori. Le scuole che ospiteranno i seggi rimarranno chiuse nella giornata di lunedì 18 aprile.
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