«Contro i bracconieri i canali alle associazioni»
Continua la mobilitazione per riuscire a tutelare la fauna ittica: il 40% dei corsi d’acqua alla gestione dei volontari
BONDENO. Le azioni antibracconaggio si susseguono, sul territorio bondenese. Dopo l’ipotesi un impegno regionale per un fondo, simile a quello contro i predoni dei fiumi, per l’acquisto di droni, si concretizza nel frattempo l’idea già ventilata nei mesi scorsi, di affidare a privati la gestione di tratti di canali matildei, per supportare le azioni antibracconaggio delle guardie ittiche volontarie, lungo il Cavo Napoleonico.
La sinergia è stata oggetto di un confronto, che si è svoltogiovedì sera in pinacoteca, tra il sindaco Fabio Bergamini e le associazioni Unione pescatori estensi (Upe) e Anonima carpisti, presiedute rispettivamente da Marco Falciano e Sauro Fabbri. Al tavolo anche Gianfranco Guizzardi, referente per la sicurezza ittica dei Giovani Padani. Bergamini ha annunciato che intende farsi parte attiva nei confronti del Consorzio di Bonifica, per consentire alle guardie ittiche volontarie del territorio di effettuare operazioni di recupero reti e tramagli dei bracconieri dai fondali, controlli in chiave preventiva, lungo il tratto bondenese del Cavo Napoleonico.
Bergamini, del resto, assieme al sindaco di Ostellato, Andrea Marchi, è stato nominato coordinatore del “Progetto pesca e lotta al bracconaggio”: una proposta, nata dal comandante della polizia provinciale, Claudio Castagnoli, che prevede anche l’istituzione di un fondo per il contrasto al bracconaggio e per il ripopolamento dei canali gestito direttamente dai volontari della Provincia. «Intendo – ha assicurato Bergamini – affidare circa il 40% dei nostri canali alla gestione diretta delle associazioni, che stanno già formando volontari. Gli appassionati sono la miglior tutela per corsi d’acqua e territori, come dimostra la preziosa attività messa in campo da Upe e Anonima Carpisti».
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