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Finisce sotto sequestro il locale Tuareg

Finisce sotto sequestro il locale Tuareg

Per le accuse di procura e polizia su droga e prostituzione. E i giudici decidono sull’arresto del proprietario Italo Meletti

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E’ un locale conosciutissimo per gli amanti del genere, con spettacoli sexy e lap dance. O come pomposamente recita il sito web del locale si tratta di un locale «multifunzionale progettato e realizzato per offrire molteplici soluzioni di intrattenimento, privè e spettacolo». Per la procura e la squadra mobile di Ferrara, però, nel locale, il Tuareg di Fossanova San Marco - questa l’accusa - si favoriva quantomeno la prostituzione. Per questo motivo e per altri riscontri d’accusa per l’ipotesi relative al consumo di droga, sui quali sono pendenti provvedimenti in corso, il locale è stato sequestrato. Il Tuareg - però - secondo gli inquirenti è di proprietà ed è riconducibile ad un ferrarese famoso, almeno per le cronache cittadine - giudiziarie. Si tratta di Italo Meletti, 75enne (uno dei “reduci” della Coca Connection degli anni ’90) sul quale gli inquirenti - procura e squadra mobile - da tempo stanno lavorando. Così dopo aver raccolto elementi di riscontro hanno chiesto provvedimenti cautelari, l’arresto.Al momento non eseguito per il braccio di ferro in corso tra magistrati di procura, Ufficio gip e tribunale del riesame. Sulla sorte di Italo Meletti, se dovrà essere arrestato o meno, si attende il pronunciamento della Corte di Cassazione, previsto per martedì prossimo, che dovrà validare o meno il suo arresto, bocciato in primo grado, confermato in secondo e ora pendente in Cassazione. Solo cavilli giuridici? Anche, ma sullo sfondo c’è un locale sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti per frequentazioni e attività. Occorre dire che sul sequestro pende una richiesta di dissequestro presentata dalle difese, che attendono anche gli altri sviluppi sui provvedimenti che i giudici dovranno valutare. Secondo quanto si è appreso, le indagini di procura e polizia vanno avanti da tempo e avrebbero messo in luce oltre le denunce interne di alcune ragazze (intrattenitrici diventate prostitute, per l’accusa) che hanno riferito episodi, in due casi, di favoreggiamento e uno di sfruttamento della prostituzione. E non solo. Gli inquirenti avrebbero raccolto altri elementi di riscontro sulla prostituzione all’interno, su ciò che accadeva all’interno dei privè, sulla base di chat sul web tra alcuni frequentatori che si scambiavano opinioni e commenti in forum a tema. Potete immaginare di cosa si discutesse.

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