Quelli che... hanno dato tanto a Cento
Dal pastificio Andalini, ai carpentieri Testoni, dalla Chimiart di Capiluppi alla carrozzeria Accorsi, le imprese da premio
Settanta anni di Cna significano molte cose, sono un bel pezzo di storia, prima di tutto delle persone che, attraverso il loro lavoro e i loro sogni, hanno migliorato le condizioni di benessere di un territorio dinamico, come quello Centese che, proprio oggi, celebra questo importante anniversario a Palazzo del Governatore. Tra gli aspetti peculiari di una organizzazione imprenditoriale che si è evoluta nel tempo, la capacità di rappresentare il susseguirsi delle generazioni di imprenditori e di imprenditrici, e quindi l’evoluzione di una stessa azienda trasmessa di padre in figlio. O di padre, in figlio a nipote.
È quest’ultimo il caso del Pastificio Andalini di Cento, che vanta ben 60 anni di storia, creato nel 1956 dal signor Arrigo, insieme al cognato Giuliano Aleotti e alla moglie Egletina e divenuto, nel tempo, uno dei più prestigiosi pastifici industriali italiani, fornitori di grandi catene di distribuzione nazionali ed estere.
A tutt’oggi una media impresa (46 dipendenti) – spiega Massimo Andalini, figlio di Arrigo, fautore delle importanti trasformazioni che hanno riguardato l’impresa a partire dal 1981 - che ha voluto mantenere il proprio imprinting d’origine, quello della qualità e della vocazione tutta emiliana per la pasta all’uovo, seppure l’offerta di prodotti del pastificio, è amplissima e costituita, oltre che di pasta di semola di grano duro, anche di prodotti biologici, o attenti a mercati di nicchia. Tutti prodotti con tanto di certificazioni di qualità.
«Dopo un periodo di addestramento, all’età di 34 anni, mio padre mi ha detto: “Prendi l’azienda e vai”. Lui, che armato solo del suo entusiasmo aveva aperto l’attività in un piccolo locale di via Ugo Bassi in centro”.
Che il sogno del padre sia stato raccolto con passione dal figlio Massimo è egli stesso a testimoniarlo, oltre che l’indubbio successo dell’impresa: nel 1981 l’impresa si trasforma in Pastificio Andalini Massimo e C., poi divenuta srl nel 1992, nel nuovo stabilimento dotato di tecnologie all’avanguardia. Nel 2010 il subentro nella gestione aziendale di Simona Andalini, figlia di Massimo.
«All’inizio è stato quasi un fatto quasi naturale entrare in azienda – dice Simona – Ma in realtà, ho voluto sperimentare se questa era per me la strada giusta. Il percorso è stato complesso, ma graduale. Le conoscenze tecniche e materiali non si trasferiscono facilmente, ho avuto bisogno di tempo e, soprattutto, del sostegno di mio padre e di altre persone importanti che lavorano nell’impresa».
Aziende piccole, quelle della Cna, spesso cresciute anche dimensionalmente, e imprese nate piccole e che tali rimangono negli anni: altrettanto necessarie, valide e vitali per l’economia del territorio. Imprese che rimangono fedeli alla propria tradizione, oppure, che compiono sforzi enormi per riuscire a innovare ed essere perfettamente al passo con i tempi.
Appartiene al primo gruppo l’attività di lavorazione del ferro e di carpenteria leggera creata nel 1957 da Glicerio Testoni, tra l’altro fondatore della Cna di Cento, e oggi diretta dai figli Massimo e Roberto.
«Mio padre era un artista – ricorda Massimo – noi non tanto. La nostra attività si mantiene abbastanza costante nel tempo, ci siamo adattati alle esigenze dei clienti. Anni fa si lavorava soprattutto sul nuovo, oggi ci occupiamo prevalentemente di risistemazioni, manutenzioni e restauro di manufatti in ferro, per conto di privati e negozianti».
Così Gianmarco Capiluppi, 82 anni, che conduce la sua Chimiart di Cento dal 1975, realizzando prodotti chimici per le pulizie. «Smetterò l’attività per motivi di salute, ma mi dispiacerà molto. Attraverso il lavoro, mi sento sempre attivo, non mi annoio mai. Soprattutto perché amo il mio mestiere, ho tutt’ora la soddisfazione di fornire prodotti che piacciono al cliente e hanno un mercato».
Tradizione più innovazione è la strada di una piccola impresa come la Carrozzeria Accorsi di via Don Minzoni, un gioiellino, nato nel 1963, e oggi dotato delle strumentazioni più avanzate e di ogni certificazione.
E, soprattutto, Giuseppe Accorsi, un entusiasta giovane ultrasettantenne, tutt’ora alla guida dell’azienda insieme ai propri figli. «Il lavoro è come una malattia, il mio mondo è sempre stato qui, un mondo piccolo, molto piccolo. Ma non ne posso fare a meno e continua, per me, a essere una passione».
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