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Sant’Anna-Asl, traslocano in cinquanta

Sant’Anna-Asl, traslocano in cinquanta

Nei prossimi giorni scatterà la ricollocazione di operatori del 118 e del servizio diabetologico da un’azienda all’altra

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Per ora sono una cinquantina, ma entro qualche mese o settimana potrebbero anche raddoppiare. Sono i dipendenti della sanità che faranno il salto dall’azienda ospedaliera all’Asl perché il servizio per cui lavorano negli anni è passato sotto la completa gestione dell’altra azienda sanitaria.

I primi servizi ad essere interessati dal progetto di ricollocazione del personale sono il centro anti-diabetico dell’ex Sant’Anna e l’emergenza sanitaria 118, la cui articolazione è più complessa: oltre alla centrale operativa di area vasta, a Bologna, il personale ferrarese opera in provincia su ambulanze e automediche (medici, infermieri, autisti).

In caso di accordo con i sindacati sulle modalità del “trasbordo” già da questo mese alcune decine di dipendenti del Sant’Anna percepiranno lo stipendio dal nuovo datore di lavoro, cioè l’Asl. L’annuncio ha suscitato reazioni diverse fra i sindacati. La Cgil ha intavolato da tempo una trattativa con i vertici delle aziende sanitarie, la Fials ha detto che non firmerà «nessun verbale d’intesa perché si sta trattando una materia che interessa entrambe le aziende ed il luogo di discussione appropriato è il tavolo interaziendale mentre il dottor Iacoviello (direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera, ndr) chiede carta bianca a fronte di una totale assenza di un chiaro piano complessivo di riordino dei servizi di pertinenza esclusiva delle due aziende».

La Cgil, con Natale Vitali, attacca: «Ci sono sindacati che non firmano nulla per non assumersi responsabilità - commenta - Noi abbiamo chiesto garanzie per il personale avviando un confronto con le aziende e ora siamo a buon punto per 118 e diabetologia».

In realtà le funzioni sanitarie coinvolte dal piano di riassetto dell’organico sono più di due. «Stiamo lavorando anche su laboratorio analisi e punto prelievi - annuncia il direttore amministrativo dell’Asl, Stefano Carlini - ma ci arriveremo in un secondo momento. I lavoratori avranno la possibilità di scegliere l’azienda in cui lavorare». Gli addetti coinvolti dall’operazione sono una cinquantina: una quarantina sono iperatori del 118, una decina, forse un po’ meno, della diabetologia. Si tratta di due servizi la cui gestione operativa è oggi di competenza esclusiva dell’azienda territoriale ma nei quali è presente personale comandato dal Sant’Anna.

«Gli effetti di questo percorso saranno soprattutto amministrativi - spiega Savino Iacoviello (Sant’Anna) - il personale non cambierà sede nè mansioni, avrà come riferimento lo stesso contratto e le stesse regole perchè si tratta di due aziende che operano nello stesso campo, quello sanitario. Cambierà solo il datore di lavoro. Se invece l’operatore deciderà di restare nell’azienda presso cui lavora attualmente è prevista la possibilità di un ricollocamento ma in posti vacanti. Non ne saranno creati di nuovi. La riassegnazione di mansioni nella stessa azienda può essere più agevole per certe figure professionali (infermieri del 118 che potranno essere rioccupati in altri servizi o reparti) e molto meno per altre: ad esempio gli autisti perché per queste competenze non abbiamo posti in organico».

A giorni sarà richiesta l’opzione: cambiare azienda o restare nella propria, in un posto vacante. «Con l’Asl - conclude Iacoviello - abbiamo deciso di mettere ordine nelle rispettive competenze sui costi».

Un aspetto che potrebbe avere rilevanza nella partita - già indicata come molto significativa da sindacati e dal sindaco Tiziano Tagliani - sulla ripartizione delle risorse tra le province e sull’eventuale piano di rientro che potrebbe mettere in crisi le finanze del Sant’Anna. (gi.ca.)

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