Carife, i risparmiatori al Comunale: le tappe del dibattito Foto e Video
Illustrata la soluzione alternativa al Salvabanche: le risorse ricavate in parte dalla riscossione sui crediti deteriorati della bad bank, in parte dalle plusvalenze con la vendita della good bank, senza dunque ricorrere ad aiuti di Stato. Contestato il viceministro Morando
FERRARA. Il popolo dei risparmiatori Carife beffati dal decreto Salvabanche ha risposto numeroso e compatto all'invito delle associazioni Amici della Carife, Azzerati Carife e Vittime del Salvabanche e questa mattina, 3 aprile, ha gremito il teatro comunale Abbado di Ferrara per l'incontro "No ai risparmi azzerati per legge".
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Fin dalle 9.30 una folla si è ammassata davanti all'ingresso del teatro, dove gli organizzatori presenteranno una proposta alternativa al decreto alla platea e, soprattutto, al viceministro dell'Economia e Finanze del governo Renzi, Enrico Morando.
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Tra i primi ad arrivare, il sindaco di Comacchio Marco Fabbri, il consigliere regionale della Lega Nord Alan Fabbri e la consigliera regionale del Pd Marcella Zappaterra. Sul palco, oltre al sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, prenderanno la parola i rappresentanti dei risparmiatori, il giornalista del Sole24Ore Nicola Borzi, il professore universitario Giulio Tagliavini, il segretario del sindacato dei bancari Cisl Giulio Romani e il presidente della Fondazione Carife Riccardo Maiarelli. Sui palchi del teatro, sono stati esposti striscioni e cartelli.
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Tra i primi a prendere la parola, il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani:
"Erano i ferraresi quelli che sedevano nei cda, dunque se abbiamo colpe è bene che ce lo diciamo e che la magistratura indaghi...". "Se non c'erano le condizioni per fare l'aumento di capitale sarebbe stato meglio sentirci dire da Bankitalia di tenere i nostri soldi in tasca..." Il sindaco ha poi aggiunto: "Per lunghi mesi nella fase iniziale non abbiamo potuto accedere ai conti della banca. Sembrava quasi che ci fosse un disegno che diceva: qui abbiamo già la soluzione in tasca"
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Così invece il presidente della Fondazione Carife Riccardo Maiarelli: "Se è stato un esproprio deve essere indennizzato... Associazioni di categoria messe sotto accusa? No, era doveroso che oggi fossero qui per sottoscrivere la richiesta alla politica per risolvere situazione..."
Prendono la parola anche i risparmiatori beffati. Ecco una testimonianza: "A me quei soldi servono, perché me li chiede lo Stato. Ma per lo Stato io non sono nulla, sono un azzerato. Non una persona con il suo percorso e la sua dignità".
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L'incontro ha fatto registrare il tutto esaurito al teatro Comunale Abbado, al punto che alcune persone sono rimaste fuori. Ma hanno potuto comunque seguire il dibattito grazie al maxischermo montato all'esterno.
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Ma uno dei momenti più attesi dell'incontro, era l'illustrazione della soluzione alternativa al Salvabanche per poter risarcire non solo gli obbligazionisti, ma anche gli azionisti Carife. Si tratta, hanno spiegato i tecnici, di una proposta che non prevede il ricorso a interventi pubblici, così da non incorrere nel veto della Ue, come già avvenuto per il Fondo Interbancario. L'idea è quella invece di ricorrere in parte alla bad bank, e in parte alla good bank. Per quel che riguarda la banca "cattiva", il recupero di risorse da destinare al Fondo di risoluzione avverrebbe attingendo alle riscossioni sui crediti deteriorati sopra la soglia (stabilita dal governo) del 17%. Nel fondo di risoluzione, inoltre, confluirebbe anche parte delle plusvalenze ricavate dalla vendita della Nuova Carife, la banca "buona". Si tratta di una soluzione di lungo periodo, ma che avrebbe il vantaggio da un lato di schivare l'ostacolo dell'intervento pubblico e dall'altro di poter risarcire la totalità dei risparmiatori azzerati, sia gli obbligazionisti che gli azionisti.
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E' intervenuto poi il viceministro Enrico Morando, a cui non sono stati risparmiati alcuni fischi quando ha affermato che "non è vero che abbiamo fatto il decreto il quindici minuti". Il sottosegretario all'Economia e Finanze ha poi aggiunto che "una soluzione sarà possibile nei prossimi giorni, è possibile fare di più per le obbligazioni subordinate, ma il voler mettere sullo stesso piano azioni e obbligazioni ci impedisce di agire"
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