«Il Pd non accetta di essere il bersaglio della satira»
Copparo, Fabbri (Lega) interviene sul pesce d’aprile sulla Carife Per i democratici si è trattato di «uno scherzo provocatorio e inopportuno»
COPPARO. Continua a fare discutere il pesce d’aprile messo in pratica da quelli che al mopmento sono autori ignoti. A vari esercizi commerciali erano state infatti recapitate false lettere che comunicavano la possibilità di ottenere il rimborso delle azioni e delle obbligazioni Carife presso il Circolo di Copparo del Partito Democratico. Uno scherzo che lo stesso Pd aveva non solo bollato come di pessimo gusto ma con i responsabili del Partito Democratico che hanno provvedendo a formalizzare una denuncia verso ignoti al comando dei carabinieri di Copparo. Simone Tracchi, neosegretario del Circolo Pd ritorna sulla questione: «Sono temi sui quali non è ammesso scherzare e speculare. Chi ha prodotto e inviato queste lettere si qualifica da solo. Si è trattato di uno scherzo provocatorio ed inopportuno. Non so se qualcuno ci abbia creduto veramente. La nostra sede venerdì era chiusa. La querela non è stata fatta per una questione di permalosità ma per l’argomento trattato. Bisogna capire i limiti entro i quali ci si deve muovere».
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco copparese Nicola Rossi: «Continuo a credere che ci siano cose serie che vanno affrontate con serietà, intelligenza ed attenzione e altre che servono alle prime».
Anche la Lega Nord interviene sul pesce d’aprile: «Lascia stupefatti la reazione del Partito Democratico al pesce d’aprile su Carife, a Copparo la decisione di procedere alla denuncia contro ignoti per un volantino irriverente dimostra che il Pd non è abituato a essere provocato e non accetta di essere bersaglio di satira, nemmeno quando si tratta di colpe imputabili allo stesso partito. Tanta permalosità è tipica di chi, evidentemente, ha molto da farsi perdonare». Lo dice il capogruppo leghista in Regione Alan Fabbri dopo il pesce d’aprile di Copparo. «Il segretario Pd Luigi Vitellio ammette il ‘problema’ scatenato dal Salva Banche, problema che ha colpito l’intera comunità. Ma, mi chiedo - sostiene Fabbri - è più ‘sciacallo’ (per usare parole sue) chi stampa un volantino ironico o il governo Pd che quel problema lo ha creato, azzerando i risparmi di 32mila ferraresi? E’ più sciacallo chi fa satira o chi si è accanito sul risparmio di 32mila cittadini per sciacquare le colpe politiche del passato e la mancata vigilanza di Bankitalia? Più che denunciare la provocazione di chi è evidentemente indignato per quanto fatto dal governo, dovrebbero chiedere scusa. E l’unico modo che hanno per chiedere scusa è risarcire tutti, azionisti e obbligazionisti subordinati».
Anche la lista di opposizione in consiglio comunale Al Molèta interviene: «Pensavamo che il pesce d'aprile fosse una pratica ormai in disuso, utilizzata in certi tempi ormai lontani, così non sembra a giudicare da quanto è apparso sulla stampa a proposito del pesce d’arile sulla Carife. Oggetto di scherzo quest'anno doveva essere la politica, secondo gli autori, ma qualcuno ha sbagliato soggetto ed indirettamente ha colpito ancora chi non ne aveva nessun bisogno. Lo scherzo è accettabile se non è offensivo». Unsomma anche a livello di partiti politici le posizioni sono alquanto diverdificate.
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