La Nuova Ferrara

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LA DOMENICA

Siamo a Ferrara: la protesta va a teatro

di Stefano Scansani
La locandina che annuncia la manifestazione al teatro Comunale
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La locandina che annuncia la manifestazione al teatro Comunale

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sulla vicenda Carife e "azzerati"

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Oggi, 3 aprile 2016. A quest’ora parte dei 24mila azionisti e dei 4mila obbligazionisti subordinati della vecchia Carife saranno carichi, credo. Pronti, con energia in corpo e fiato in gola per gridare contro il loro ingiusto azzeramento. Nervosi e in piazza? Macché. Stamattina sono a teatro.

Già questa scelta - questa location, direbbero gli appassionati di cinematografia - descrive e circoscrive la maniera
ferrarese di prendere il toro per le corna. Velluti, palchi scolpiti e dorati, cigolìo di antichi legni del teatro Abbado.
Luogo dove ai concerti anche un colpo di tosse infastidisce.

Spero per gli azionisti e obbligazionisti azzerati che l’opportunità di stamattina damanifestazione non si trasformi in rappresentazione. Laicamente prego perché questa forma di protesta non si smussi, non si levighi, non s’annacqui nel posto del balletto, della sinfonia e dellacommedia. Le poltrone, il palco, la presenza del viceministro Morando (che ha acconsentito di venire a Ferrara senza il rischio di imprecazioni e fischi?), sono davvero una forma nuova di protesta nuda e dura.

Oggi si va a teatro.Non a fare sit-in davanti alla Carife, di fronte a Bankitalia o al ministero dell’Economia, al cospetto di Palazzo Chigi o alla Ue, a Bruxelles, dinnanzi alle locali organizzazioni di categoria che per decenni sono state rappresentate nel consiglio d’amministrazione della defunta Cassa di Risparmio.

SPONSOR Quando quindici giorni fa Cappellari di “Amici di Carife” e Tarroni di “Azzerati di Carife” hanno notato la mia espressione si sono affrettati a spiegare che si tratta di un cambio di rotta. Mi hanno portato il volantino col “No ai risparmi azzerati per legge”. L’occhio mi è cascato sulla serie delle icone dei soggetti patrocinanti e gli sponsor della mobilitazione odierna. In alto la serie dei loghi di “Amici della Carife”, dei “Risparmiatori azzerati di Carife”, con l’adesione di “Vittime del Salvabanche” e il patrocinio dell’Associazione Stampa Ferrara e del Comune di Ferrara (anche qui riportato “città patrimonio dell'umanità”, chissà perché). Sotto i sei sponsor della mattinata: Cna, Confartigianato, Ascom. Consercenti, Confagricoltura e Unindustria. Tutti coloro i quali... Incredibile,mavero. Le associazioni di categorie che sono state nella sala dei bottoni della vecchia Carife e delle controllate matrioske bancarie, son qui che sostengono la protesta. Meno Confesercenti che in sala regianonèmaientrata. Cappellari e Tarroni mi han detto che tali associazioni non possononon dareunarisposta a tanti dei loro tesserati azzerati. Così, per la prima volta, dopo un purgatorio commissariale e salvabanchistico di quasi tre anni, i potentati ferraresi, irrompono sulla scena riverginizzati, bellicomeil sole,come nuovi. Sembrano sapere che il fuoco delle accuse va in direzione del governo, della Banca d’Italia, della Ue.Eche qui nessuno può protestare o protesterà contro le due ultime gestioni della vecchia Carife.

MARATTIN PENSIERO Su questo riapparire, su questo rispuntare, su questa primavera delle organizzazioni di categoria, l’acuminato consigliere del premier, Marattin, mercoledì ha detto la sua. Non le ha mandate a dire. Ha scritto: “In queste settimane mi è capitato di dover dare un’occhiata a quello che sta accadendo nelle realtà in giro per il Paese dove le banche locali sono state portate al fallimento da anni o decenni di mala gestione da parte dei gruppi dirigenti locali”. L’ex assessore comunale al bilancio ha precisato che “la rabbia di questi risparmiatori è rivolta a coloro che hanno gestito quelle banche e le hanno portate al fallimento”. Marattin, guardando a Ferrara, è stato durissimo: “Tranne in un caso. Dove coloro che hanno fatto fallire la banca ora sobillano e partecipano - tra il consenso generale - alle manifestazioni di protesta, in cui molto opportunamente si vuole individuare un comodocolpevole”. L’accusa del consigliere economico del premier si può correlare alla presenza stamattina a Ferrara, in teatro, del viceministro dell’Economia. Che - è una mia immaginazione - non potrà discostarsi dal pensiero di Marattin che a sua volta deve essere in sintonia con quello di Padoan, e di fatto con quello di Renzi.

VICEMINISTRO Ecco, proprio il vice di Padoan viene a Ferrara per ascoltare. Probabilmente anche una proposta locale, tagliata sartorialmente sul caso specifico degli azzerati di Carife che sono stati inglobati inspiegabilmente nel salvabanche con Etruria, Marche e Chieti. Morando viene a Ferrara probabilmente con un mandato, o comunque una linea concordata con gli organizzatori. Tra l’altro ha nulla da temere dalla folla per quell’interpretazione che si dà della reazione emotiva e organizzata dei ferraresi. Qualcuno la reputa dignitosa, qualcun altro inguaribilmente indolente, altri ancora ricorrono al piatto di bandiera: rinchiusa come un cappellaccio.

LEZIONE Fra le cose straordinarie della mobilitazione in poltrona di stamattina ce n’è una per gli addetti ai lavori, molto significativa. Daqualche anno a questa parte i giornalisti devono partecipare a corsi certificati per la loro formazione obbligatoria e continua. Ebbene, i giornalisti che stamattina parteciperanno alla manifestazione in teatro, previa iscrizione, conseguiranno un punteggio. Gli organizzatori hanno sterilizzato la protesta in una lezione, così illustrata: “Finanza & Etica: l’informazione franuove regole e vecchie abitudini del sistema bancario”. Ho speranze che i giornalisti non siano gli unici a portare a casa qualcosa, qualcosina, dall’iniziativa ferrarese in teatro. Tre crediti.

Stefano Scansani

s.scansani@lanuovaferrara.it

 

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