«Non vendo tappeti. Ecco cosa vi propongo»
Il vice ministro Morando: per gli obbligazionisti Carife a giorni la soluzione. Per gli azionisti serve moral suasion con nuova proprietà. Patto governo-sindaci
FERRARA. «In questo paese vi sono stati ministri che hanno preso parte ad azioni di protesta contro i governi di cui facevano parte. Io non faccio parte di questo contingente». Il vice ministro dell’Economia Enrico Morando si presenta con queste parole al pubblico che l’ha appena accolto con un applauso convenzionale. Aggiunge che rispetta ma non condivide le critiche al governo («di cui mi onoro di far parte») sulla partita delle banche. Ora che tutti sanno che Morando non è venuto a Ferrara nè a lisciare il pelo degli azzerati, nè a chiedere perdono di peccati che ritiene di non aver commesso, il vice ministro può dedicarsi al districamento dei due nodi: gli obbligazionisti e gli azionisti. Morando li tiene ben separati:
Obbligazionisti. La Legge di Stabilità che ha istituito il fondo di solidarietà - spiega Morando - concede possibilità di ristoro solo alle persone fisiche, ad artigiani e piccoli imprenditori, e apre anche la via dell’arbitrato, ma in tal caso il ristoro è subordinato al’accertamento di violazioni degli obblighi previsti dalla legge bancaria. «Queste condizioni sono molto restrittive, Perché queste maglie così strette? Perché siamo cattivi?».
Morando si risponde così: «Abbiamo dovute costruire un norma tenendo conto dei vincoli della legge bancarie e dei vincoli dal bail-in». Con questi paletti il risultato non poteva essere diverso. È stato per Morando un passaggio impervio. L’ha superato indenne, ma quando ha provato ad affrontare il sesto grado si è trovato davanti un muro di disapprovazione: «Il governo non ha deciso in un quarto d’ora, questo almeno me lo dovete concedere, c’è stato un lungo lavoro di preparazione...». Il riferimento al decreto Salbavanche emanato domenica 22 novembre ha ricevuto 30 secondi di fischi e bordate. Morando ha vacillato, si è ripreso con una battuta a mezza voce: «Cosa ho detto di tanto grave?». La contestazione è finita lì. Anche perché Morando stava arrivando al punto.
Dal giorno dopo l’approvazione della Legge di Stabilità - ha detto - è partito il confronto per cercare di allargare le maglie della rete per far entrare nella stanza del ristoro più obbligazionisti e più denari. La proposta della First-Cisl di aprire il Fondo di solidarietà ai “clienti retail” anziché a persone fisiche e imprenditori, Morando la considera «accoglibile». È già qualcosa, ma la partita vera si gioca altrove, nel campo minato della Ue. Dice Morando che il confronto con la Commissione europea è in corso da molte settimane. Per allagare le maglie, mettere tra parentesi le clausole dell’arbitrato e attivare procedure più automatiche di ristoro serve uno strappo concordato delle regole del bail-in, fatto in nome dell’eccezionalità della situazione che si è creata. «Questo confronto non è ancora concluso, ma può concludersi in pochi giorni, in senso positivvo. Se finisce bene si potrà fare significativamente di più per gli obbligazionisti».
Azionisti. Premessa di Morrando: «Azionisti e obbligazionisti non sono la stessa cosa. La soluzione non è costruibile con le stesse modalità». Con gli azionisti non si deve nemmeno avvertire l’odore di intervento pubblico. Chiarisce il concetto: «Non sono un venditore di tappeti». Ecco allora l’offerta di Morando: «Si può fare qualcosa tramite le nuove banche», cioè con chi comprerà Nuova Carife. Morando però mette in guardia: «Se ordiniamo per legge che le nuove banche devono trovare forme per tutelare i vecchi azionisti azzerati, non solo violeremmo le leggi italiane ed europee, ma faremmo crollare il valore delle nuove banche» e probabilmente «non si troverebbe più un compratore».
Morando indica una strada che assomiglia a un patto fra gentiluomini: «Questa operazione deve avvenire attraverso uno sforzo di persuasione, attraverso vincoli politici e morali». La “moral suasion” va esercitata verso «i nuovi soggetti che compreranno le quattro banche» da chi oggi gestisce le banche-ponte. Del resto - osserva Morando - «il primo problema di chi compra è recuperare un rapporto positivo con il territorio. Altrimenti ha buttato via i soldi».
Cataclisma. Ha parlato 31 minuti Morando. Gli ultimi 3 per lanciare, su mandato del governo, una proposta: «Bene che vada ci sono 4 territori in cui c’è stato una specie di cataclisma. Non sarebbe fuori luogo, anzi sarebbe in luogo, che presidenti di provincia, sindaci, parti sociali avviassero con il governo un confronto per progetti di sviluppo di questi territori». Dopo questa offerta di collaborazione passa ai saluti:«Grazie per l’accoglienza. Il governo terrà conto di quello che oggi qui è stato detto». Si prende l’ultimo applauso della mattinata. Non scrosciante e non da tutti. Fischi però nessuno.
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