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agata bresadola

“Mai da soli” Perché la crescita c’è solo se condivisa

Lì fuori il cielo sembra storto - Camminare lungo una strada tortuosa circondato da una densa foschia che ti annebbia la vista e non sapere cosa troverai quando svolterai… Il percorso sembra infinito,...

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Lì fuori il cielo sembra storto - Camminare lungo una strada tortuosa circondato da una densa foschia che ti annebbia la vista e non sapere cosa troverai quando svolterai… Il percorso sembra infinito, non si scorge nemmeno un fioco barlume a chilometri di distanza.

Colpa della nebbia - Correre affannosamente per mettere fine a questo inferno, per poi, però, cadere. Ed ecco che si scorgono delle sagome, non sono ben identificabili.

Almeno non sono solo - Iniziano a ridere di te che sei a terra, ti dimeni, cerchi di rialzarti, ma senza alcun risultato; la forza di gravità sembra improvvisamente aumentata. All’improvviso qualcuno si allontana dalla folla, ti porge la mano e ti aiuta ad alzarti.

Il suo viso ti dà speranza, ti piace - Iniziate a camminare insieme. La caligine sembra più leggera, il cammino meno insidioso e, “Sì, ecco!” quelle strane figure sono persone, ma hanno il viso coperto da maschere.

Non hanno il coraggio di mostrarsi - Continui il tuo cammino, la persona di fianco a te dice di non ascoltarli, di non lasciarti condizionare perché non concluderanno niente alla fine di del percorso.

Lo spero proprio - Poi, di colpo, ti fermi, ti volti e ti rendi conto di non sapere affatto chi sia il tuo ‘salvatore’, decidi di chiederglielo, ma rimane impassibile e continua a camminare, o meglio ad aleggiare nell’aria poiché non possiede piedi.

D’accordo, come vuoi… - Il viaggio continua per un tempo interminabile assieme al tuo compagno che è ancora un mistero. Improvvisamente una porticina di legno socchiusa si para davanti a te. Uno spiraglio di luce filtra attraverso la fessura. Ti giri per chiedere cosa stia succedendo, ma non c’è più nessuno.

Non mi resta che entrare - Ti chini per entrare, sei accecato dalla forte luce bianca oramai poco familiare… L’acuto suono della campanella rimbomba nella tua testa. Rimani immobile a fissare il cielo.

Sembra quasi storto - Provi una sensazione nuova, strana. Vieni urtato da un gruppo di ragazzi che corrono lanciando tutto quello che avevano in mano, e tutto quello che avevi vissuto, ora, sembra soltanto un vecchio ricordo.

Agata Bresadola

IIIF scuola media Govoni

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