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"Sanità Ferrara, 100mila prenotazioni da recuperare"

"Sanità Ferrara, 100mila prenotazioni da recuperare"

Greco (Asl): sono quelle che si perdono ogni anno perché la gente non si presenta a esami e visite. Ecco perché la disdetta obbligatoria, sanzioni per i trasgressori

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Michele Greco è il direttore del servizio Cup (Asl).

Da ieri è scattato l’obbligo di annullare la prenotazione della visita o dell’esame nel caso l’utente non possa o non voglia presentarsi. Qualche lettore sui social dice di essere stato “multato” in passato. A Ferrara la misura era già in vigore?

«No, come azienda Usl non ci risulta. Potrebbe essere qualcuno che ha mancato l’appuntamento in un ambulatorio del Veneto, dove la sanzione viene applicata da tempo, o forse ha ricevuto una contestazione per il mancato ritiro del referto. Non per la prenotazione ignorata senza disdetta».

La Regione dice che i pazienti che saltano visita o esame senza annullare la data sono circa il 10% del totale. Stesso dato anche a Ferrara?

«Negli ultimi tre mesi del 2015 l’incidenza è stata pari al 9.8%. Un dato molto vicino a quello regionale».

A quanti appuntamenti corrisponde quella percentuale?

«Parliamo di un volume complessivo di circa un milione di prenotazioni all’anno. Il 10% del totale sono più o meno 100mila appuntamenti che vanno deserti. In questi casi nessuno informa l’azienda sanitaria oppure la chiamata è tardiva, la mattina stessa. Il 40% del totale, cioè circa 40mila, sono prenotazioni per esami di laboratorio, il resto - 50/60mila - sono visite ed esami diagnostici. Se potessero essere recuperati, il beneficio sarebbe per tutti i pazienti e potremmo conseguire un’ulteriore riduzione dei tempi di attesa».

Non è che la disdetta può risultare complicata per alcune categorie di cittadini?

«Direi di no. Si può annullare la prenotazione presso il servizio Cup, il centro prenotazioni di corso Giovecca (ex Sant’Anna), in 125 farmacie, nei punti di accoglienza, dove vengono registrate le prenotazioni per i percorsi diagnostico-terapeutici e attraverso altri canali. C’è una pluralità di uffici e servizi a cui rivolgersi, non credo che il problema sia questo».

Finora il paziente era solo invitato a comunicare la disdetta, ora è obbligatoria. È così?

«Sì, rispetto al passato è stato imposto un vincolo in più. Da qualche tempo abbiamo attivato il servizio di recall, cioè chi comunica il numero di cellulare al momento della prenotazione viene richiamato con alcuni giorni di anticipo rispetto alla data della visita o dell’esame per ricordare l’appuntamento. Sul promemoria, inoltre, viene indicata l’ultima data utile per la disdetta».

La Regione ha attivato anche una applicazione per smartphone.

«Sì, è già operativa. Basta scaricarla, registrarsi e la disdetta può essere comunicata anche con questa modalità».

Come viene calcolato l’importo della sanzione?

«Corrisponde al ticket della prestazione fissato per la fascia di reddito più bassa, con un tetto di 36,15 euro».

A quando i controlli?

«Dall’1 aprile. La lettera di sanzione deve essere recapitata all’utente entro 90 giorni dalla data dell’accertamento».

Ci si può opporre?

«Sì. Per la nascita di un figlio, per un lutto, per un incidente stradale, per una causa di forza maggiore (malattia, sciopero, calamità naturale etc.)».

Anche gli esenti dal ticket devono rispettare l’obbligo?

«Sì. È ammesso per tutti solo il giustificato motivo».

Questo provvedimento, spiega la Regione, rientra in un pacchetto di iniziative per ridurre i tempi di attesa.

«C’è una campagna informativa in corso (depliant, locandine, totem), sono stati assegnati fondi e personale per l’apertura degli ambulatori nel week end, viene effettuato un monitoraggio costante dei tempi. I risultati li stiamo ottenendo. Se si tiene conto dell’intero territorio provinciale le attese per le 49 prestazioni indicate dalla Regione sono sensibilmente diminuite».

Gioele Caccia

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