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Tarroni: con Carife siamo solo all'inizio

di Gian Pietro Zerbini
Tarroni: con Carife siamo solo all'inizio

Il leader degli Azzerati è l'uomo del momento a Ferrara: io in politica? A oggi non ci penso, siamo apartitici

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FERRARA. Mirko Tarroni, 41 anni, è il personaggio del momento a Ferrara. Con grinta e determinazione si è messo a capo degli azzerati di Carife, raccogliendo in poche settimane simpatia, incoraggiamenti e soprattutto tanta credibilità. Accendendo la miccia di una battaglia in stile Davide contro Golia, che sembra persa in partenza, questo commesso con una laurea in Filosofia ottenuta a Ferrara e una seconda che sta per prendere in Scienze Sociali a Cà Foscari a Venezia, sta riscaldando i cuori dei ferraresi, alimentando la speranza di migliaia di clienti Carife di ritornare in possesso dei risparmi ingiustamente perduti.

Tarroni, ma come è nato questo movimento che dal nulla sta già raccogliendo tanti consensi e sempre più adesioni?

«Devo dire che quando ho visto tante persone anziane partecipare a un’assemblea di clienti azzerati mi sono reso conto che gran parte dei risparmiatori coinvolti avevano i capelli bianchi. Sono soprattutto gli anziani i più colpiti. La cosa mi ha fatto riflettere».

E quindi...

«Tutto è nato quando ho deciso di intervenire alla Leopolda lo scorso 13 dicembre. Avevo intenzione di far rotta a Firenze dove un gruppo di vittime del Salvabanche teneva una manifestazione. E lì, visto che è stata ricevuta una delegazione dal ministro Padoan, ho detto la mia in rappresentanza di Ferrara. Ho cercato di spiegare al ministro che la situazione della Carife era ben diversa da quella delle altre tre banche. Da lì ho capito che bisognava fare qualcosa per i tanti ferraresi ai quali il decreto aveva sottratto i risparmi».

Ai vostri primi incontri, ricordo, c’era pochissima gente. A differenza di altre città, Ferrara è stata molto tiepida, quasi timorosa.

«In effetti, al primo incontro di metà gennaio eravamo appena in 20. La settimana dopo eravamo già in 120 e siamo riusciti a organizzare per il 31 gennaio anche una manifestazione a Roma di ferraresi azzerati. È stato quel giorno che ho avuto la consapevolezza che il progetto era iniziato. Non si trattava più di un singolo che si muoveva, ma di un gruppo che faceva squadra. Adesso siamo una formazione meravigliosa, grazie anche alla proficua collaborazione con gli Amici della Carife, siamo riusciti a unire due anime diverse per un obiettivo comune».

Un bilancio dopo l’incontro di domenica al teatro Comunale?

«Ci siamo resi conto che tante persone hanno la volontà di mobilitarsi. È stata una tappa importantissima di un percorso che ci vede all’inizio e ancora molto lontani dalla meta».

Lei è giovane, ha credibilità e soprattutto senza legami e scheletri nell’armadio. Visto il crescente consenso che sta ottenendo, non è per caso che pensi anche a un futuro in politica?

«Non ci penso nemmeno e a oggi non ho intenzione di pensarci. Tutto ciò che fa disperdere energie dal raggiungimento di questo obiettivo che ci siamo prefissati è deleterio. È fondamentale che si rimanga concentrati su quello che stiamo facendo e al raggiungimento dell’obiettivo per cui stiamo lottando, ovvero avere indietro i nostri risparmi. Non a caso abbiamo messo al bando la politica proprio per non creare divisioni. Il nostro è un gruppo trasversale ed eterogeneo, siamo apartitici e su questo siamo stati chiari fin dall’inizio».

Come andrà a finire?

«Difficile dirlo anche perché ogni giorno ci sono delle novità. L’unica cosa che mi sento di dire è che continueremo la nostra battaglia con sempre maggiore determinazione. Siamo agli inizi. L’importante è stare uniti e coinvolgere sempre più gente».

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