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Un’amica nuova: superiamo le paure

Un’amica nuova: superiamo le paure

Nuovi racconti sul tema “Il mondo che vorrei”: l’esperienza della classe 4ª delle elementari di Berra

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Seconda puntata con i racconti (e le poesie) degli studenti delle classi elementari e medie del comprensorio di Berra, nell’ambito del progetto “Mondo Piccolo”. Il tema era sempre “Il mondo che vorrei” e sul nostro sito (www.lanuovaferrara.it, sezione “Tempo libero”) pubblichiamo il lungo lavoro realizzato dalla classe VA della scuola primaria Govoni di Copparo, mentre a seguire ecco il racconto scritto dalla classe IVA della scuola primaria Montessori di Berra, la cui insegnante referente è Rita Rosa.

“Salve a tutti, mi presento. Sono un tipo abbastanza tranquillo e frequento la classe quarta della scuola primaria. A scuola me la cavo abbastanza bene, anche se ai miei genitori piacerebbe che mi impegnassi di più. Ho tanti amici nella mia classe e anche nelle altre. Dicono che sono una persona simpatica, che sta con tutti, credo che si dica “socievole”. Gioco con chi mi capita…basta giocare! Ora però vorrei raccontare quello che mi è successo alcuni giorni fa. Al mio arrivo a scuola, parlo in atrio con alcuni amici, i quali dicono che è arrivato qualcuno di nuovo, ma non si sa in quale classe. Quando entro in aula…era lì…al banco prima del mio…solo noi due! Senza guardare o dire qualcosa, vado a sistemare il mio zaino e aspetto i miei compagni che, fortunatamente, arrivano poco dopo. Iniziamo a parlottare e a chiederci chi fosse, curiosi e imbarazzati, mentre due grandi occhi scuri, sgranati per la paura, ci scrutano. Finalmente entra la maestra, che poco dopo ci presenta la nuova compagna: si chiama Khadija. La nostra insegnante ci dice che è fuggita con i genitori e i fratelli dalla Siria ed è arrivata da noi con grande difficoltà, perché dove lei viveva c’è la guerra, ci dice anche che non conosce e non comprende la nostra lingua e dovremo essere “accoglienti”.

Io penso subito: “Accoglienti??? Ma se non riusciamo neanche a farci capire!!!” Continuo ad ascoltare con attenzione quello che ci racconta la nostra maestra sulle cose orribili che succedono alle persone che vivono dove ci sono conflitti e ogni tanto osservo Khadija senza farmi vedere. E proprio mentre la maestra parla, mi vengono brutti pensieri sulla nuova compagna: “Ma in Siria non c’è l’Isis? Khadija e i suoi famigliari sono persone pericolose allora?”

Fortunatamente arriva il momento della merenda, così io e i miei compagni iniziamo a giocare ignorando la nuova bambina. Mentre siamo in cortile a divertirci, Kadija rimane seduta da sola e osserva triste noi bambini che giochiamo senza invitarla. Molti bimbi ci chiedono curiosi chi sia la nuova arrivata e alcuni di loro ridacchiano e la prendono in giro. Non so perché, ma quel brutto comportamento inizia a darmi fastidio. Guardo Khadija e, dalla sua espressione dispiaciuta, credo si sia accorta che ce l’hanno proprio con lei. A quel punto mi piazzo davanti a quei maleducati e inizio a prendere le sue difese. La rabbia è così tanta, che vorrei prenderli a botte, ma poi penso che sia meglio evitare di farlo. Credo che Khadija abbia capito che sto litigando per lei, perché mi fa un timido sorriso. A quel punto smetto di bisticciare, prendo per mano Khadija e la porto dai miei compagni, che nel frattempo hanno visto quello che è successo.

Cerchiamo in tutti i modi di comunicare con lei e siamo proprio ridicoli, fino a quando capiamo che sa qualche parola di inglese (anche noi sappiamo solo qualche parola!). Le facciamo capire che vogliamo che stia con noi e io le ripeto i nostri nomi. Tutti i pensieri negativi che prima avevo fatto su di lei spariscono, penso solo che sia una bambina che vuole giocare, andare a scuola e essere felice come noi. Decidiamo di giocare a “chiapparella” e cerchiamo di spiegarle le regole meglio che possiamo; lei finalmente ride e mi sembra contenta. Mi sento bene per quello che sto facendo e penso che ci saranno molti altri giorni belli e divertenti insieme a Khadija, perché ormai lei è nostra amica. A proposito…non ho detto se sono un lui o una lei!...A questo punto non importa! Quello importante è che : ce l'ho fatta!...ho superato i miei limiti e le mie paure!”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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