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«Al PalaSpecchi problemi igienici e non di ordine pubblico»

di Marcello Pradarelli
Da sinistra Rosaria Broccoletti (Questura) e il sindaco Tagliani
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Da sinistra Rosaria Broccoletti (Questura) e il sindaco Tagliani

Broccoletti (Questura) e De Togni (Asl) hanno riferito in commissione urbanistica. Tagliani alle opposizioni: «Da che parte state? Volete o no l’housing sociale?»

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FERRARA. La maledizione degli Specchi ha colpito ancora. Nel senso che ai tanti anni vanamente trascorsi alla ricerca di una soluzione si sono aggiunte le tre ore della commissione urbanistica di ieri. Se ne sono andate via quasi tutte per sentire gli stessi discorsi. Cominciano a essere vecchi perfino gli striscioni che la Lega Nord ha affisso sullo Scalone. Poteva andare diversamente se si fosse cominciato dalla fine. Perché solo alla fine è stata data la parola alla funzionaria della Questura Rosaria Broccoletti e al funzionario dell’Asl Aldo De Togni. Le loro brevi relazioni avrebbero diversamente orientato il dibattito, che invece - anche a causa della presenza del pubblico composto da residenti periferici degli Specchi e militanti leghisti - ha spesso preso pieghe comiziesche. Sarà per un’altra volta.

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Crimini e misfatti. Broccoletti ha detto che nella zona degli Specchi non vi sono picchi di criminalità significativi rispetto alla media cittadina. Lo dicono le statistiche delle denunce e i riscontri sul campo delle pattuglie: si ruba nella case di via Beethoven e dintorni come nel resto di Ferrara. Anche per quanto riguarda l’ordine pubblico non emerge una problematica particolare. In questo caso l’ordine pubblico attiene alla presenza di abusivi nell’area del PalaSpecchi: «Abbiamo fatto 20 accessi e ogni volta abbiamo trovato non più di 10 persone. C’è casomai una problematica igienico-sanitaria legata ai rifiuti abbandonati, al degrado ambientale».

L’occhio clinico. De Togni ha confermato la sensazione ricevuta dalla dirigente della Digos. Anche se - e questo è uno dei paradossi della nostra burocrazia e delle nostre astruse normative - mentre la polizia è potuta entrare per vedere, annusare e toccare con mano il degrado, il personale dell’Asl ha potuto farsene un’idea solo stando al di qua della smagliatissima recinzione. «Di qui la limitatezza della nostra valutazione» ha precisato De Togni. Ma l’occhio clinico dell’Asl per fortuna non è così miope e lo sguardo lanciato a distanza è bastato per spedire il 7 settembre 2015 una lettera al sindaco che segnalava i rischi igienico-sanitari. In base a questa segnalazione Tagliani ha sollecitato Ferrara 2007, la società proprietaria degli Specchi, a darsi da fare. Dalle «tre ulteriori ispezioni fatte per controllare se la proprietà aveva ottemperato» alle indicazioni del Comune è emerso che «la situazione era immodificata». A spanne si può aggiungere altro? Sì ha detto De Togni: «Si sono create condizioni favorevoli per una situazione di rischio». Favorevoli «per lo sviluppo di animali e insetti come zanzare e topi, potenziali vettori di malattie». Contro «l’insorgenza di tali problemi c’è la bonifica». La commissione è finita qui alle 18.30.

Le proteste. Riavvolgendo il nastro si scopre che una trentina fra leghisti e cittadini esasperati hanno protestato esponendo scritte prima sullo Scalone e poi in consiglio comunale (“Tagliani a casa”, “Le bugie hanno le gambe corte”. “Game over”...), che Nicola Lodi ha ripetuto in piazza Municipale il suo basta al progetto di recupero.

La situazione. L’informativa di Tagliani è stata breve: i Parnasi sono nelle condizioni di partecipare al fondo (la “Popolare” di Bari ha sbloccato la fideiussione da 15 milioni di euro), Intercantieri Vittadello non si tira indietro dopo l’arresto dell’ex presidente Sergio Vittadello, anzi preme sull’acceleratore. Manca all’appello solo - si far per dire - la Cassa depositi e prestiti. Nell’attesa di conoscere la decisiva risposta Tagliani non esclude interventi sul fronte igienico-sanitario, mentre esclude che il Comune, finchè ci sarà lui, erigerà muri di recinzione a spese proprie o peggio comprerà gli Specchi allo scopo di demolirli.

Gli attacchi. La mancanza di un quadro di certezze ha scatenato le opposizioni. Matteo Fornasini (Fi): «Siamo all’ennesima proroga, sono perplesso sul buon sito del rrogetto. C’èe mergenza da affrontare subito». Anselmi (Fi): «Non faccio il tifo perchè tutto finisca a carte 48 ma credo che questa operazione urbanistica non sia vantaggiosa». Cavicchi (Lega): «Come fa la Cassa depositi e prestiti a fidarsi di questi due personaggi (il riferimento è a Parnasi e Vittadello, ndr). In ogni caso si profilano tempi lunghi, ma la bonifica serve subito, la chiediamo da tre anni». Paolo Spath (Fdi). «Non chiediamo demolizione, ma ma immediata messa in sicurezza». Ilaria Morghen (M5S): «Insieme agli altri consiglieri di opposzione abbiamo chiesto che intervenga il prefetto, visto l’attendismo del sindaco a procedere con bonifica e sgombero. La Cdp più che ai servizi televisivi di Mediaset sugli Specchi credo sia sensibile ai problemi di solvibilità di Parnasi e alle questioni giudiziarie di Vittadello».

Il contropiede. Tagliani nel corso del dibattito è intervenuto di nuovo e con un certa carica agonistica: «Ho dei nemici su questa operazione, lo so» ha detto evocando senza nominarlo l’ingegnere Roberto Mascellani, progettista degli Specchi nonchè costrutture del semivuoto Darsena City e ora autore di un ricorso al Tar per stoppare il progetto di housing sociale. «Ma vorrei sapere voi da che parte state? Io finché ci sarà un’esile speranza mi batterò per questo progetto di recupero, ma avrei bisogno del sostegno di tutti, la città deve essere unita. Credete sia facile trovare imprenditori disposti a investire 40 milioni di euro? Se li conoscete presentatemeli, vi accompagno io da Parnasi per comprare il Palazzo degli Specchi».

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