La Nuova Ferrara

Ferrara

risparmio di 200mila euro

Buoni per celiaci, elettronici e non di carta

Il presidente Aic, Trombetta: «la Regione ha votato per cambiare, bene e avanti così»

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Sono oltre 15.000 i cittadini che in Emilia Romagna soffrono di celiachia (infiammazione cronica dell'intestino tenue, scatenata dall'ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti) e che devono quindi alimentarsi con prodotti specifici senza glutine, per il cui acquisto hanno diritto a buoni spesa erogati dal Servizio Sanitario Regionale.

Buoni che vengono consegnati a domicilio dall'Azienda Usl di residenza, sotto forma di moduli cartacei (in totale 720.000 fogli A4 ogni anno): questa modalità di erogazione e consegna comporta una spesa per la cittadinanza di circa 220.000 euro, che potrebbero essere risparmiati qualora si eliminassero i moduli cartacei a favore dell'utilizzo della tessera sanitaria come mezzo di acquisto per i prodotti senza glutine.

Questo è ciò che si intende per dematerializzazione dei buoni, soluzione che il presidente dell'Associazione Italiana Celiachia Emilia Romagna, il ferrarese Davide Trombetta, promuove da diversi anni.

Il primo passo verso una sua applicazione fu il 1 luglio 2014, quando venne approvata in Senato la mozione del senatore Vaccari circa gli interventi a sostegno delle persone celiache. Tra i temi presi in esame vi era appunto quello della dematerializzazione dei buoni. Dopo circa due anni la proposta è stata discussa dall'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna, che ha preso atto dei molteplici vantaggi di questa soluzione.

Sostituire i buoni cartacei con l'utilizzo della tessera sanitaria richiederebbe una spesa di poche decine di migliaia di euro, a fronte di un risparmio di 220.000 euro. A questo vantaggio economico si affianca la semplificazione della procedura burocratica.

I buoni infatti vengono inviati per posta in un'unica soluzione o attraverso spedizioni trimestrali e quadrimestrali, mentre in alcune province sono gli stessi cittadini che devono recarsi fisicamente presso gli sportelli della propria Ausl per ritirare i buoni. Nel caso in cui il destinatario non si trovi in casa al momento della consegna, deve andare a ritirarli presso l'ufficio postale di competenza tramite la ricevuta lasciata nella buchetta delle lettere dal postino. Tutti disagi che con la nuova procedura sarebbero evitati. Inoltre l'utilizzo della tessera sanitaria per i pagamenti permetterebbe di spendere il proprio credito in base alle reali esigenze e possibilità, senza l'obbligo di utilizzare una data cifra in un unico acquisto.

Senza dimenticare un ulteriore, importantissimo vantaggio: il credito assegnato dal Servizio Sanitario Regionale sarebbe valido sull'intero territorio nazionale, il che agevolerebbe moltissimo le persone celiache che si trovino (per lavoro, studio o piacere) lontano dalla propria regione di residenza. Date queste osservazioni, l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, con voto unanime espresso il 23 marzo scorso con la determinazione 2396, impegna la Giunta regionale a proseguire l'impegno per la dematerializzazione dei moduli per i prodotti specificamente formulati per celiaci. Per Trombetta e per Aic regionale la soddisfazione è duplice: non solo si sta concretizzando un progetto che migliorerà la vita delle persone celiache e dei loro familiari (scopo primario dell'associazione), in più la proposta ha trovato concordi tutte le rappresentanze politiche della Giunta.

Una bella dimostrazione di quanto possa essere utile e costruttivo il dialogo e la collaborazione tra i rappresentanti della politica e le associazioni impegnate a tutelare i diritti dei cittadini.

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