«Palaspecchi, la Questura di Ferrara fa da copertura al Comune»
Per Broccoletti (Digos) non c’è problema di ordine pubblico. E Fabbri (Lega Nord) contesta i numeri della polizia e accusa: «Affermazioni dannose e gravissime»
FERRARA. La Lega ha aperto un terzo fronte sul PalaSpecchi. Dopo sindaco Tagliani e il prefetto Tortora ora le bordate arrivano contro la Questura, ente accusato (insieme all’Asl) di «“copertura” delle scelte del Comune» da Alan Fabbri. Secondo il leader leghista la dirigente della Digos Rosaria Broccoletti avrebbe fatto dichiarazioni in commissione urbanistica per assecondare la linea dell’amministrazione comunale.
Broccoletti, che ha esordito dicendo di parlare a nome dell’intera Questura, ha detto che attorno al PalaSpecchi gli indici di criminalità desunti dalle denunce di reati non sono più alti che in altre parti della città; e soprattutto ha detto che nei 20 accessi fatti dalla Polizia nell’area degli Specchi non è mai stato trovato un sovraffollamento di abusivi: «Mai più di 10 persone». Il che testimonia che c’è un problema ma che «non c’è un problema di ordine pubblico».
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«Le sue dichiarazioni ci lasciano straniti, negare il problema sicurezza al Palaspecchi è negare l’evidenza» afferma Fabbri che poi prova a mettere zizzania in Questura: «Le parole della dottoressa Broccoletti - che ci auguriamo sia stata colpita solo da un momentaneo abbaglio - sono gravissime e sminuiscono il grande lavoro che il Questore Antonio Sbordone e tutte le forze dell’ordine da anni stanno mettendo in campo, purtroppo senza l’appoggio dell’amministrazione, che si ostina a non voler vedere».
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È molto più che una critica: Rosaria Broccoletti viene accusata di nascondere la verità per fare un piacere a Tagliani. «È grave - procede la requisitoria di Fabbri - che un esponente della questura, nella figura della dottoressa Broccoletti, sminuisca l’allarme scatenato dalla presenza illegale di immigrati clandestini all’interno di una struttura fatiscente. L’emergenza è sotto gli occhi di tutti, non solo sanitaria, ma di sicurezza. Se la dottoressa Broccoletti vuole rendersene conto la invitiamo a uno dei nostri tanti sopralluoghi. Affermazioni come quelle da lei pronunciate, ieri in commissione, sono dannose, perché allontanano i cittadini dalle istituzioni».
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Sul fronte urbanistico la Lega ha una posizione articolata: demolire tutto e bonificare, accordarsi col privato per nuove edificazioni a uso commerciale e urbanistico, mandare a ramengo il progetto di social housing costruito attorno ai 33 milioni della Cassa depositi e prestiti, ma continuare a «interloquire» con Cassa depositi e prestiti «nell’ottica di un intervento - decisamente più efficace - per il recupero del patrimonio edilizio esistente, anche in funzione di housing sociale». All’ingegnere Roberto Mascellani fischieranno le orecchie: nel suo Darsena City c’è molto patrimonio edilizio esistente da recuperare.
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Tagliani, intervenendo in commissione urbanistica, aveva fatto l’identikit del «nemico» che contrasta l’operazione Specchi-Cassa depositi e prestiti anche con ricorsi al Tar e la somiglianza con Mascellani era plateale. Tagliani ha detto di più: è convinto che l’attacco sul PalaSpecchi degradato sia stato portato con il preciso obiettivo di sabotare il progetto di recupero e probabilmente di favorirne un altro. Secondo il sindaco, dunque, più una questione di affari che di sicurezza dei cittadini. Se è così la partita è destinata a farsi ancora più incandescente.
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