Lavoranti in Legno c’è un nuovo spiraglio
Ieri in regione si è tenuto il tavolo di crisi che riguarda 500 dipendenti I sindacati commentano l’attuale situazione. Il 2 maggio nuovo incontro
Si è svolto ieri l'incontro in Regione del tavolo di crisi di Open.Co e Lavoranti Legno, cooperative in liquidazione coatta che occupano circa 500 lavoratori. Una situazione che sta destando molta preoccupazione proprio per il futuro incerto di moltissimi dipendenti.
Dopo l'intesa raggiunta lo scorso ottobre, che prevedeva l'impegno da parte della cooperazione di individuare soluzioni utili a garantire la continuità produttiva dei tre stabilimenti di S. Martino in Rio (Reggio Emilia), Castelvetro (Modena) e Ferrara, la trattativa si arenò lo scorso gennaio a causa del mancato rispetto dell'intesa di ottobre da parte di Legacoop Emilia Romagna perché la soluzione proposta non prevedeva alcuna risposta per lo stabilimento di San Martino.
«Nell'incontro di ieri - si legge in una nota sindacale congiunta della Fillea e della Cgil - grazie anche al lavoro dei commissari liquidatori e delle istituzioni locali, si è aperta la possibilità di individuare soluzioni che coinvolgono tutti gli stabilimenti. Da parte della cooperazione è stata manifestata l'intenzione di sostenere una soluzione mista, anche con un investimento finanziario, che prevede il coinvolgimento di investitori privati e la costituzione di nuovi soggetti imprenditoriali per le realtà di Reggio Emilia, Modena e Ferrara che opererebbero nella filiera che fa capo agli infissi (porte e finestre), non escludendo ulteriori diversificazioni produttive».
«Il tavolo - concludono i sindacati - è stato riaggiornato al prossimo 2 maggio per verificare lo stato di avanzamento del nuovo progetto industriale per il quale le istituzioni regionali e locali, la Lega delle cooperative dell'Emilia Romagna, i commissari liquidatori, unitamente alle organizzazioni sindacali opereranno per garantire il futuro dei lavoratori Open.co e Lavoranti legno».
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