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Sanità, l’opposizione contesta e non va alla “capigruppo”

Sanità, l’opposizione contesta e non va alla “capigruppo”

Duro documento di Felletti, Cavallari, Di Munno e Michetti «Sul San Camillo condotta irresponsabile della giunta»

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COMACCHIO. L’opposizione consiliare comacchiese torna all’attacco sulla sanità. E i capigruppo Francesca Felletti (Pd), Fabio Cavallari (gruppo misto), Davide Michetti (Onda) e Antonio Di Munno (Forza Italia-Il Faro) hanno deciso di non presentarsi ieri sera alla conferenza capigruppo, «convocata - spiega una nota congiunta dei quattro capigruppo dell’opposizione - per discutere degli ultimi fatti relativi all'ex ospedale San Camillo (almeno così supponiamo, visto che non è pervenuto un preciso odg)».

Sin dall'approvazione in consiglio comunale «della “mozione Calderone” abbiamo espresso il nostro disappunto - ribadiscono Felletti, Cavallari, Michetti e Di Munno - per il protrarsi di uno sconsiderato e irresponsabile modo di condurre la vicenda San Camillo, attraverso troppi silenzi e situazioni ambigue che più di una volta hanno messo in imbarazzo questo sindaco».

L’amministrazione comunale, incalza l’opposizione, «che alle scorse elezioni si era presentata come la più rispettosa e disponibile all'ascolto dei cittadini, si è dimostrata invece la più antidemocratica, a partire dalla non considerazione di 9mila firme sino alla revoca della Commissione Sanitaria. Azioni che sono la prova del senso di onnipotenza che pervade il nostro sindaco e del disorientamento dell'intera giunta, ben lontana dai proclami di partecipazione e di vicinanza ai cittadini. Siamo tutti d'accordo che la situazione debba essere risolta nel minor tempo possibile, portando a compimento quanto previsto, per dar senso a un edificio strategico per Comacchio e dignità a un complesso sanitario che ora non è degno di questo nome. Il piano di ristrutturazione, così come implementato, deve trovare al più presto compimento, in ogni sua parte, anche per ciò che riguarda la valutazione di apertura ai privati in una parte del secondo piano».

È chiaro, spiegano i capigruppo d’opposizione, «che le decisioni debbano essere il maggior possibile condivise, discutendone nelle sedi opportune, non nei ristoranti né in una commissione capigruppo. Questo vale per tutti, sia per i politici che per le associazioni che da sempre sono state rese protagoniste di questa complessa partita. Il compito di mediare e di perseguire le migliori strategie politiche spetta al sindaco. Non può permettersi di inasprire la situazione annullando la Commissione Sanitaria, negando così l'unico momento di confronto democratico e trasparente».

Il sindaco, quindi, ribadiscono Felletti, Cavallari, Michetti e Di Munno, «faccia il suo lavoro, quello per cui è stato eletto, senza barricarsi dietro al consiglio comunale o dietro a una commissione capigruppo, laddove (come spesso ci ricorda) la minoranza conta per la percentuale che rappresenta».

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