La Nuova Ferrara

Ferrara

«Forse non voleva dirci il suo dramma»

«Forse non voleva dirci il suo dramma»

La presidente Unitalsi: «Al compleanno Francesco sembrava stanco, riservato e con grande dignità»

2 MINUTI DI LETTURA





«Non ci sono parole per descrivere quello che sto provando dopo aver saputo della tragedia che ha colpito il nostro volontario Francesco Di Sciciolo. Sono, come tutta l’Unitalsi, sbigottita, addolorata e stupefatta. Nessuno avrebbe mai immaginato che potesse accadere qualcosa di simile, proprio a lui, che è sempre stata una persona speciale».

Neda Barbieri, da pochi mesi la nuova presidente dell’Unitalsi, non si dà pace e cerca di trovare una spiegazione plausibile. «Si è fatto sopraffare dal dolore - prosegue - perché Franco ed Elena erano una bella coppia, sempre molto unita, specialmente nell’affrontare le malattie che in questi anni hanno colpito sua moglie ed indirettamente anche lui, che si è talmente logorato, in particolare nello spirito, da perdere il controllo».

Cosa pensate di fare come Unitalsi?

«Agiremo senza dubbio prima secondo la nostra modalità che è la preghiera. Poi, cercheremo una strada per stargli vicino, per fargli capire che per noi non è cambiato nulla ed è sempre il nostro Francesco. Penso che avrà bisogno anche di un sostegno sanitario ma anche di quello che possono dare gli amici di sempre, con i quali ha condiviso un grande impegno nel mondo del volontariato».

Contate di andarlo a trovare?

«Sarebbe nostra intenzione e ci siamo già mossi in questo senso, ma aspettiamo le risposte perché questa è una situazione paradossale e in realtà non sappiamo come ci si deve muovere».

Quando l’ha visto l’ultima volta e come le è sembrato?

«Mi pare che fosse il giorno del suo compleanno, quindi febbraio. È sembrato a tutti molto stanco, debilitato, ma come sempre riservato e con una grande dignità. Forse non voleva comunicarci il dramma che stava vivendo, minimizzandolo anche a se stesso; forse aveva visto ridursi sempre più le sue capacità di sostegno e quindi una volta raggiunto il limite della sopportazione, scatta qualcosa di imponderabile e accade la tragedia che ha fatto in questo caso tre vittime: la moglie, i figli e lui stesso perché quando se ne renderà veramente conto, penso che soffrirà moltissimo».

Neda Barbieri, portavoce dell’Unitalsi, ha ora un solo obiettivo: oltre a pregare desidera potergli stare vicino magari attraverso la sua famiglia che sarà sprofondata in un umano e comprensibile grande dolore.

Margherita Goberti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google