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«Non so perché ho ucciso mia moglie»

di Daniele Predieri
«Non so perché ho ucciso mia moglie»

Ieri il suo avvocato ha incontrato Francesco De Scisciolo in carcere: «Devo capire il black-out di un uomo normalissimo»

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È come se avesse spento la luce, all’improvviso, e nel buio ha fatto ciò che adesso non riesce a spiegare agli altri e a spiegare a se stesso: «Non so perché ho ucciso mia moglie», ha ripetuto Francesco De Scisciolo tra le lacrime e la luce che ha riacceso in sè, ieri mattina, nel primo colloquio dopo il delitto con il suo avvocato Ugo De Nunzio. «La sua prima preoccupazione - ha spiegato il legale che è rimasto con lui tutta la mattinata in carcere - è andata alla moglie malata, ai figli e ai nipotini: anche noi, come legali (ad assisterlo ci sono anche gli avvocati Marco De Nunzio e Federico Fischer, ndr) non abbiamo compreso e dobbiamo capire meglio, leggendo tutti gli atti, come un uomo normale quale è il signor De Scisciolo ora si trovi in questa situazione».

Un colloquio non solo tecnico: «Aveva bisogno non solo di un avvocato ma di un amico - ha ricordato Ugo De Nunzio - perché il suo è stato uno sfogo, si è come scaricato di tutto». Si conoscono da tanto, De Scisciolo e il legale, una amicizia che va indietro negli anni: «Siamo andati insieme con l’Unitalsi - rammenta - a Lourdes e io lo ricordo come uno degli organizzatori infaticabili, che aiutava tutti con forza incredibile, io non riuscivo ad essere come lui» ammette il legale. Quello in carcere è stata quasi una riflessione a due voci, non un colloquio tra avvocato e imputato per preparare l’interrogatorio che si terrà domani mattina in carcere, davanti al giudice Piera Tassoni che dovrà valutare e decidere la sorte giudiziaria di Francesco De Scisciolo. «Le valutazioni tecniche le faremo insieme agli altri legali, e possiamo già anticipare che chiederemo una valutazione di natura psichiatrica: dobbiamo capire il perché di quel black-out durato una manciata di minuti». Quel black-out, quel buio, che lui ha tentato di spiegare, sotto choc, nel delirio del dopo tragedia ai primi che lo hanno soccorso nella caserma dei carabinieri che non era lui a uccidere, «era stato il demonio». Quei minuti di martedì mattina a cavallo delle 7 quando dopo essersi alzato ha accoltellato la moglie malata sul letto: poi dopo aver riacceso la luce dentro di sè, si è cambiato degli abiti sporchi di sangue, rivestito ed è andato dai carabinieri a confessare: «Ho ucciso mia moglie». L’autopsia dovrà indicare agli inquirenti come, ma i dettagli sono solo atti dovuti, vista la piena e totale confessione. Mentre il perché lo ha fatto, dovranno sondarlo i medici legali-psichiatri: «All’interrogatorio di venerdì (domani) presenteremo le nostre richieste al giudice». Sia sulla custodia cautelare, alternativa al carcere che al momento è il luogo più sicuro, che sulla perizia psichiatrica per rispondere a De Scisciolo che ripete «non so perché ho ucciso mia moglie».

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