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Parcheggio con ricatto, condannato per estorsione in via Baluardi

Parcheggio con ricatto, condannato per estorsione in via Baluardi

Due anni e otto mesi al posteggiatore abusivo  che  aveva chiesto soldi in cambio di un posto, minacciando l'automobilista: il processo in tribunale

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FERRARA . Soldi in cambio di un posteggio in via Baluardi, una richiesta resa ancora più convincente con l’esibizione di un coltello. Per tentata estorsione era stato arrestato dai carabinieri , il 13 novembre 2014, il posteggiatore abusivo Austin Obuh, 34 anni. E per tentata estorsione è stato condannato ieri a due anni e otto mesi, con rito abbreviato.

La pubblica accusa, sostenuta dal pm Stefano Longhi, aveva chiesto una condanna di quattro anni e tre mesi.

Quell’estorsione era rimasta solo “tentata” grazie alla reazione della coppia. I due ragazzi erano stati avvicinati dal posteggiatore abusivo nigeriano che, mostrando un coltello, aveva chiesto loro del denaro per parcheggiare in un’area di sosta libera di via Baluardi. Ma i due non solo si erano rifiutati di pagare, ma avevano deciso di sporgere denuncia ai carabinieri, fornendo tutte le indicazioni utili per risalire al responsabile.

Quest’ultimo erano stato individuato dopo circa un mese di indagini, e sulla base degli elementi raccolti la procura aveva chiesto e ottenuto l’arresto del parcheggiatore, con l’accusa di tentata estorsione.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Marcello Vescovi, davanti al giudice Silvia Marini ha sostenuto che la richiesta di denaro non era stata accompagnata dalla minaccia del coltello, perchè l’arma sarebbe stata estratta solo in un momento successivo, dopo un acceso diverbio scoppiato tra il suo assistito e la coppia. Il pubblico ministero, al termine della sua requisitoria, ha chiesto per l’imputato una condanna a quattro anni e tre mesi. Il giudice ha stabilito una pena di due anni e 8 mesi.

Con il rito abbreviato la condanna è calcolata considerando la riduzione di un terzo della pena prevista per il reato contestato. La difesa ha annunciato che ricorrerà in appello.

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