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Il Castello sarà ultimato solo nel 2020

di Gian Pietro Zerbini
Il Castello sarà ultimato solo nel 2020

Nove milioni il costo complessivo per il pieno recupero del monumento tra consolidamento statico e cura degli affreschi

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Il Castello Estense di Ferrara sarà pronto e definitivamente sistemato nel 2020. È questa la sentenza di tecnici e operatori che dal 2012 sono impegnati nel recupero post sisma del più importante monumento ferrarese.

Ieri mattina, nello spazio Agorà della regione Emilia Romagna nei padiglioni della Fiera, dove oggi si concluderà il salone del Restauro, è stato fatto il punto sui lavori, le difficoltà incontrate e soprattutto la tempistica per ultimare un risanamento che alla fine costerà 9 milioni di euro. Fino ad ora è stato speso 1 milione e mezzo per mettere in sicurezza le parti più lesionate dello storico edificio e consolidare le torri, la scalone elicoidale e l’ingresso sud. È bene precisare che l’edificio, pur registrando gravi danni come testimonia la cifra del restauro, è sempre stato per buona parte agibile anche subito dopo il terremoto, questa anche per una serie di rinfozi che sono stati messi nel tempo a sostegno di una struttura che è riuscita a rimanere in piedi dopo due grandi terremoti se si conta anche quello del 1570.

Giuliano Mezzadri, che insieme a Chiara Foresti cura gli interventi strutturali, ha parlato delle criticità del Castello e delle soluzioni per rimetterlo in sesto. I vari progetti di recupero vedono anche Barbara Pazi per la parte architettonica, Andrea Bernagozzi per gli impianti e la sicurezza ed Enrico Puggioli per il restauro degli affreschi. Il dirigente dei servizi lavori della Provincia è Massimo Mastella, mentre Angela Ugatti, dell’ufficio di progettazione sismica sempre della Provincia, si occupa dei piani. Ed è proprio quest’ultima che ha spiegato anche la tempistica degli interventi.

«Abbiamo presentato in regione - dice - un unico progetto di recupero suddiviso in due stralci il primo per il consolidamento del Castello per il valore di poco superiore a 5 milioni e mezzo e il secondo di circa 1 milione per il restauro degli affreschi lesionati. I lavori, seguendo un iter ormai consolidato inizieranno non prima del 2017. Ci vorranno poi più di due anni per completare l’intero progetto. Dobbiamo nel contempo assicurare ugualmente l’ingresso ai visitatori e aprire il cantiere cercando le soluzioni meno invasive per il pubblico».

Se il percorso museale resterà accessibile, invece è ancora allo studio l’opportunità se fare o meno, dal Capodanno 2018, l’incendio del Castello. Comunque c’è ancora tempo per affrontare il problema visto che quest’anno la festa è ancora possibile farla. Quanto al restauro degli affreschi, Enrico Puggioli parla di interventi in 25 sale per recuperare i danni provocati dal terremoto.

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