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inchiesta penale al rush finale

La procura chiude sull’aumento di capitale

La procura chiude sull’aumento di capitale

Per aggiotaggio e falsi, resta aperta l’ipotesi bancarotta e al via indagini su obbligazionisti

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Dopo un anno e mezzo, l’inchiesta penale sul caso Carife è al rush finale. Da quanto si apprende, infatti i magistrati della procura cittadina titolari dell’inchiesta (in tutte le varie tranche) starebbero chiudendo il “filone” di indagine che riguarda l’aumento di capitale.

Da tempo la verifica documentale e lo studio dei fatti da parte della Guardia di finanza è concluso, opra si attende solo che venga dato un “vestito” processuale a quei fatti, traducendoli in reati e capi di imputazione. Tra i magistrati impegnati in prima fila il procuratore capo Bruno Cherchi, al quale si deve l’apertura della prima verifica giudiziaria su Carife oltre un anno e mezzo fa, ben prima che la banca cittadina finisse sotto i riflettori del Salvabanche, sull’orlo del fallimento con tutte le implicazioni negative che ha comportato. L’inchiesta avrebbe subito una accelerazione in questo periodo perché - come già accennato da tempo - il pm Nicola Proto è stato trasferito alla procura generale di Bologna e dunque si attende da parte sua la definizione almeno del primo filone di indagine sull’aumento di capitale. Da quanto si è appreso in questi mesi l’inchiesta da tempo vede iscritti a registro una decina di indagati e le ipotesi di reato sono aggiotaggio, falsi in prospetti informativi e ostacolo alla vigilanza, legati all'aumento di capitale del 2011. Nella gestione delle varie inchieste che si sono aperte strada facendo sul caso Carife, ora subentrerà a Proto il pm Stefano Longhi che andrà ad affiancare la pm Barbara Cavallo che fa parte del pool investigativo di Carife. Oltre l’inchiesta sull’aumento di capitale vi sono altre tranche aperte da tempo: quella su Carife Sei, società che gestisce il patrimonio Immobiliare della Cassa cittadina, ma soprattutto quello su bancarotta, ipotesi di reato conseguente alla dichiarazione di insolvenza della banca. In procura, comunque, formalmente, si attende la relazione del commissario Antonio Blandini che dovrà, comunque, tradurre dal civile al penale le contestazioni già mosse nella azione di responsabilità per i casi Vegagest, Commercio e Finanza e altre operazioni in perdita di Carife.

Sarà questo il filone investigativo più importante che la procura dovrà valutare attentamente: e indicare se vi siano stati atti fraudolenti negli anni oppure no (distrazioni, atti preferenziali, raggiri documentali), se si è tratta di un fallimento di una impresa come accade spesso, in buona o in malafede.

Ultimo ma non ultimo, il filone aperto dopo il deposito in procura di centinaia e centinaia di esposti, da parte degli obbligazionisti azzerati dal decreto Salvabanche: al momento non si conosco sviluppi, ma come accaduto in altri casi (Banca Etruria per prima) le ipotesi mosse sono di truffa: accadrà anche a Ferrara?

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