La Nuova Ferrara

Ferrara

la polemica

Palaspecchi, il questore conferma: "le zone calde sono altre"

Palaspecchi, il questore conferma: "le zone calde sono altre"

Secondo Sbordone comunque l'emergenza c'è ed è destinata ad aumentare

2 MINUTI DI LETTURA





Nessuna “copertura” al Comune, ma la semplice esposizione della realtà dei fatti. All’indomani dell’attacco del consigliere regionale leghista Alan Fabbri, indispettito dalle dichiarazioni della dirigente della Digos Rosaria Broccoletti sul Palaspecchi, il questore di Ferrara Antonio Sbordone conferma su tutta la linea quanto affermato dalla funzionaria.

«La dottoressa Broccoletti in Commissione ha detto quello che avrei detto anch’io, secondo un ragionamento tecnico: se mi si chiede se c’è una correlazione tra l’incidenza della criminalità e il Palaspecchi, io rispondo di no. Le zone calde della città, per furti e spaccio, sono altre».


Invitata ufficialmente in Commissione Urbanistica in qualità di rappresentante della Questura, Rosaria Broccoletti aveva asserito che quelli del Palaspecchi sono problemi igienici e non di ordine pubblico: questo in base alle statistiche sui reati denunciati e a 20 sopralluoghi da cui è emerso che gli “abusivi” nell’area degli Specchi non superavano mai quota dieci.

Il leghista Fabbri ha contestato la veridicità di questa rappresentazione insinuando che la Broccoletti avesse assecondato la linea dell’amministrazione comunale. Ha anche provato a mettere le «affermazioni gravissime» della Broccoletti in contrapposizione «al gran lavoro del questore Sbordone». Ma Sbordone si riconosce pienamente nelle parole della Broccoletti su criminalità e ordine pubblico, il che non significa negare la problematicità di una situazione di un emergenza sociale che secondo Sbordone «è destinata ad aumentare, così come è destinato a crescere il fenomeno dell’immigrazione. E che va affrontata e risolta».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google