Progetto Comacchio, patto per il lavoro
Venti le azioni previste. Fabbri e Tagliani: gettate le basi per gli interventi con un occhio di riguardo su tradizioni e identità
COMACCHIO. Al termine di una articolata concertazione partecipata, ieri sera a palazzo Bellini la firma del “Patto per il Lavoro”, meglio conosciuto come “Progetto Comacchio 2015/2020”, ha voluto sancire un traguardo strategico per la crescita del territorio. Dopo aver ringraziato istituzioni, imprese, associazioni di categoria, enti e mondo della scuola che hanno compartecipato alla stesura di quello che ha definito «non un libro dei sogni, ma una serie di azioni coordinate tra loro, volte ad un percorso di crescita», il sindaco Marco Fabbri ha illustrato le tappe di un percorso durato 9 mesi di lavoro. “Comacchio non è più un Balotelli o un Cassano, non vuole più stare in panchina – ha aggiunto Fabbri- , ma vuole stare in una squadra con tanti altri protagonisti, puntando alla sua centralità nel Parco del Delta, recentemente riconosciuto riserva della Biosfera Mab Unesco con il Parco Veneto.»Tra le 20 azioni del patto siglato ieri l’apertura del Museo Delta Antico, la riqualificazione del centro storico, nuovi percorsi ciclabili, il potenziamento dell’offerta formativa e scolastica, la valorizzazione delle valli e delle saline e la realizzazione della cittadella dello sport. Il rilancio degli elementi identitari, la crescita del territorio attraverso il turismo sostenibile e una centralità al mondo della scuola e del lavoro sono le linee guida del patto, che «si colloca – ha detto il presidente della Provincia, Tiziano Tagliani -, all’interno di una rete di relazioni fortemente radicate sul territorio. La firma di questo progetto- ha aggiunto Tagliani – rivendica un protagonismo di quest’area ed è segno di grande coraggio ed altruismo da parte di questa amministrazione e di coloro che hanno intensamente lavorato su questo cammino». I cantieri dello sviluppo è il sottotitolo attribuito al Patto per il lavoro, inteso come frutto maturo di una concertazione territoriale, che il presidente della Camera di Commercio di Ferrara Paolo Govoni ha voluto accostare alla stesura del piano strategico della stessa CCIA, denominato “Territorio delle opportunità.” Il lavoro di squadra con sinergie, impegno e strategie condivisi, secondo Govoni è sfociato in un «patto in grado di creare opportunità di lavoro e prospettive di crescita per le imprese locali». Anche Massimo Medri, presidente dell’ente di gestione per i Parchi e le biodiversità Delta del Po, parlando di “condivisione estesa”, ha aggiunto che «il Parco ha assunto in proprio alcuni atti con adesione di carattere formale e con lavoro pressochè quotidiano sulle azioni programmatiche, sempre in un’ottica di conservazione e di tutela, ma anche di valorizzazione del patrimonio ambientale dal punto di vista della fruizione turistica».
Massimo Zanirato, segretario provinciale della Uil, in rappresentanza di Cgil-Cisl-Uil ha aggiunto che «abbiamo messo in evidenza che non doveva essere un programma elettorale e che venissero sviluppati tutti i temi con al centro quello del lavoro, che da speranza ai giovani e allo sviluppo del territorio». Sono cento pagine che gettano le basi di azioni ed interventi in parte già avviati, con un occhio di riguardo su tradizioni e identità.
Katia Romagnoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
