«Troppa polizia ai seggi anziché in strada»
Referendum trivelle, la protesta: cancellato il supporto della Municipale per la vigilanza
Non ci saranno agenti municipali a svolgere servizio di vigilanza ai saggi per il referendum sulle trivelle del 17 aprile. È questo l’effetto della circolare diffusa il 5 aprile dal Dipartimento di pubblica sicurezza, che affida il compito dei dispositivi di controllo a alle sole forze di polizia. E queste ultime, secondo la legge 121/81 comprendono polizia di Stato, carabinieri, Finanza e Corpo Forestale dello Stato ma non, appunto, la Municipale. La novità è stata accolta con preoccupazione dal sindacato di polizia Siulp, che attraverso il segretario provinciale Stefano Parziale sottolinea come l’assenza dell’ultim’ora della quota prevista di agenti municipali imponga un adeguamento tutt’altro che agevole alle disposizioni. Il tutto, lamentano, «senza che la Questura abbia comunicato nulla alle organizzazioni sindacali». Secondo le proiezioni svolte in vista dell’appuntamento elettorale, mancherà una quota di una cinquantina di agenti municipali a dar man forte ai servizi di vigilanza nei 406 seggi della provincia (di cui 159 nel Comune di Ferrara). «In un momento in cui serve la massima sinergia e collaborazione tra tutte le "divise" presenti sul territorio - osserva Parziale - in virtù del fatto che gli organici delle forze di Polizia sono ridotti ai minimi termini, siamo preoccupati da tale decisione che aumenta la distanza tra Noi e la Polizia Municipale, anziché sviluppare coesione che in questo territorio non è mai mancata nei servizi interforze. Anche se è in atto, da parte ministeriale, il blocco dei congedi per il personale della Polizia di Stato per l'impiego straordinario presso i seggi elettorali manca il personale per coprire tutti i plessi ed è verosimile che si ricorrerà a chi svolge controllo del territorio, investigazioni e controllo flussi migratori, diminuendo sostanzialmente l'attenzione verso i cittadini che comunque dovrà essere garantita».
L’appello del Siulp ai Questori, dunque, è che «possano far pressione, sulla base delle carenze d'organico, presso il competente Dipartimento per sbloccare questa singolare decisione». Tanto più che c’è da chiedersi «se ancora nel 2016 sia necessario, per esercitare democraticamente i diritti, essendo mutate le condizioni di tensioni sociali, mobilitare così tanto personale per una vigilanza continua di tre giorni a fronte della tecnologia odierna che permette di utilizzare i dispositivi d'allarme già presenti in quasi tutti gli edifici utilizzati per le operazioni di voto».
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