Dolcetti: importante ricreare un clima di consenso e fiducia
Vorrei ringraziare il dottor Nicastro per la sollecita e - per me - insperata risposta alla mia lettera aperta che, ritengo, sia da giudicare come un encomiabile segno di attenzione anche alle...
Vorrei ringraziare il dottor Nicastro per la sollecita e - per me - insperata risposta alla mia lettera aperta che, ritengo, sia da giudicare come un encomiabile segno di attenzione anche alle osservazioni delle singole persone.
Pur non volendo distrarla dal suo lavoro, né infastidirla, vorrei rassicurarla che sapevo che gli obbligazionisti e gli azionisti non possono essere indennizzati dalla Carife e dalle altre tre banche, il cui destino è quello di essere risanate e messe quanto prima sul mercato per la vendita.
Ed è proprio nell’ottica di questo fine che riscrivo per dirle che - per me - l’obiettivo sarebbe meglio e prima raggiunto se, in tempi brevi, si ricreasse attorno alla nostra banca un clima di più ampio consenso e di fiducia.
Fa piacere che il dottor Nicastro affermi che già oggi “Nuova Carife è orgogliosa del suo radicamento e dell’importanza che da 177 anni riveste per il tessuto economico e sociale» e «che proprio questa sua tradizione è uno dei valori aggiunti di Nuova Carife appetibili alla vendita».
Va detto che quello di oggi, però, è un radicamento guastato dalle disavventure degli ultimi anni e dalle nefaste conseguenze del decreto del 22/11/2015.
Per riportare una fiducia più completa dei ferraresi nella banca, ritengo sarebbe necessario lavorare non solo proponendo offerte di pura e semplice convenienza commerciale (pure apprezzabilissime, necessarie e utili) ma cercando anche di evitare verso gli ex soci Carife, un clima distaccato, freddamente professionale che apparirebbe distante, disinteressato al dramma che ha colpito tante famiglie. Oggi i vecchi azionisti hanno bisogno di sentirsi appoggiati (per quanto possibile) nella ricerca - presso chi di dovere - di misure concrete (non facili certamente da realizzare) tese a risanare in qualche modo i loro bilanci famigliari con il recupero del capitale oggi in sofferenza.
Non va dimenticato che gli azionisti e gli obbligazionisti di Carife, negli anni addietro, furono i clienti più affezionati, più disponibili, quelli che, con i risparmi della loro famiglia, la sostennero e la finanziarono permettendole di concedere prestiti atti a favorire la realizzazione dei programmi di investimento di altre famiglie e di tante imprese ferraresi. E’ anche per questi motivi che dovrebbe essere sviluppata un’adeguata azione promozionale per il loro recupero come clienti di Nuova Carife.
Il desiderio di una Carife risanata, in grado di rapportarsi positivamente con i bisogni del territorio, a Ferrara, è ancora grande. E questo è un sentimento provato anche dagli obbligazionisti e azionisti, consapevoli, per altro, che il completo risanamento della banca permetterebbe di realizzare con la sua vendita un valore maggiore, una plusvalenza, da destinare, assieme ad eventuali altre, al “ristoro” delle loro aspettative con beneficio evidente per l’intera economia provinciale.
Alberto Dolcetti
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