Il ‘panamense’ ha casa a Ferrara
Antonio Daniele ha domicilio in via Chailly dove però non lo vedono mai. Ha una società di import-export auto
FERRARA. In via Luciano Chailly 5/a, nei palazzi costruiti proprio dietro la caserma dei Vigili del fuoco, sanno chi è ma dicono di averlo visto poco o niente. Antonio Daniele, 50 anni, imprenditore del settore auto, è l’unico nome collegato direttamente a Ferrara nella lista dei primi 100 dei Panama Papers, ha lasciato segni molto labili della sua presenza in quello che ha eletto ufficialmente a suo domicilio. Il suo nome sui campanelli non c’è, l’attico da lui acquistato qualche anno fa risulta occupato da altri inquilini e qualche condomino si ricorda del proprietario per un particolare: «Non pagava il condominio...». Il domicilio fiscale non corrisponde però ad un raggio d’azione imprenditoriale conseguente, perché il nome di Daniele non dice alcunché agli addetti ai lavori del settore, a livello provinciale, e basta una verifica in Camera di commercio per scoprire che il suo baricentro è spostato più a sud.
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L’imprenditore, nato in Germania, ha partecipazioni tra la provincia di Salerno e Roma, e risulta attivo anche nei settori agricoli e immobiliari. Al centro della sua attività c’è Apda Italia spa, una società romana che ha depositato l’ultimo bilancio nel 2012 (valore della produzione 9,7 milioni e utile di 44mila euro) e del quale l’imprenditore “ferrarese” è presidente. L’oggetto sociale è il commercio anche attraverso internet di ogni genere di autoveicoli, e, tra l’altro, «l’import-export di autoveicoli, motoveicoli, autocarri, imbarcazioni sia da diporto che da cargo, caravan». Sul sito web si presenta così: «Associazione di operatori del settore che nasce con lo scopo di mettere a disposizione dei propri utenti un parco auto ricco di numeri e di scelte, senza i rischi legati ai costi di giacenza e di svalutazione dei beni e di dare la possibilità, ai propri utenti, di acquistare, anche una singola vettura, direttamente dai piazzali delle case madri». Attualmente la società, informa sempre il sito, offre «servizio di fatturazione e re-marketing per vetture di proprietà di Fiat group automobiles Eumi (corso Agnelli 200, Torino) presenti direttamente sui piazzali Fiat dislocati in tutta Italia ed è nostro obiettivo aggiungere nuovi brand per arricchire la vetrina e il parco auto on-line». Si può insomma «acquistare comodamente dal proprio ufficio, evitando così il dispendio di tempo dovuto alla necessità di spostarsi».
La società ha come proprietario unico la Arleny International inc. con sede a Panama City, ed è probabilmente questo lo strumento dell’attività off shore che ha fatto finire Daniele nella rete dei Papers. Gli altri due consiglieri, Giuseppe Conte e Jane Audrey Pate, sono residenti a Trentinara, in provincia di Salerno.
Le proprietà che fanno riferimento direttamente all’imprenditore fanno invece riferimento a settori diversi dal commercio auto: Phoenix immobiliare, Sardegna New edil srl, D.a.n. Immobiliare e Società agricola Agrosele di Trentinara.
L’attesa di nomi conosciuti a livello locale, in questa lista di società dei paradisi fiscali, è insomma andata delusa, a differenza di quanto successo nelle province vicine: ma siamo solo alla prima puntata.
Stefano Ciervo
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