La convalida del fermo Poi è trasferito in ospedale
Disposta la perizia psichiatrica sull’anziano che ha ucciso la moglie malata La difesa: da verificare gli effetti di un farmaco che l’uomo stava assumendo
Davanti agli inquirenti, poco dopo aver ucciso la moglie malata, in lacrime aveva ripetuto che «era stato il diavolo» a farlo, a spingerlo ad andare in cucina, prendere un coltello e recidere la vita della donna amatissima che per 40 anni gli era rimasta accanto, e che gravi problemi di salute avevano costretto alla semi immobilità. Sarà ora una perizia psichiatrica a cercare di capire se a quel “diavolo” si possa dare concretezza. Se un farmaco che stava assumendo Francesco Maria De Scisciolo, 74 anni, possano avere influito sul raptus del 5 aprile, quando alle 7 del mattino ha colpito a morte Elena Salmaso, 73 anni, nella loro casa di via Paracelso, dopo un lunga unione piena di amore e affetto. È l’ipotesi che si è affacciata ieri, attraverso gli avvocati difensori Ugo De Nunzio e Federico Fischer, all’udienza di convalida che si è tenuta nel carcere dell’Arginone.
Dopo oltre due ore, durante le quali l’anziano ha risposto al tribunale, il giudice Piera Tassoni ha confermato il fermo di polizia ma ha accolto la richiesta dei legali di trasferire De Scisciolo nel reparto di Diagnosi e Cura dell’ospedale di Cona, dove sarà piantonato. «Il nostro obiettivo era quello di fare uscire il nostro assistito dal carcere e farlo ricoverare in ospedale, dove sarà sottoposto a cure e accertamenti medici», spiega l’avvocato De Nunzio annunciando la remissione del suo mandato. L’attenzione, continua, è ora rivolta a capire le motivazioni di quel tragico gesto, che si fatica a circoscrivere al solo stato di salute critico della vittima: «In passato, e anche per periodi prolungati, De Scisciolo aveva assistito la moglie affrontando con grande equilibrio e serenità quei momenti critici - continua De Nunzio - e del resto è un uomo abituato a essere dedito a persone invalide, in qualità di componente dell’Unitalsi. Per questo credo che si debba approfondire un altro aspetto, legato a un farmaco che De Scisciolo stava assumendo , e che potrebbe avere un ruolo per spiegare i motivi di quel raptus improvviso e tutt’ora senza una valida spiegazione».
È stata lo stesso pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante, ad aver avanzato la richiesta di sottoporre l’anziano a una perizia psichiatrica, e a breve nominerà i suoi consulenti incaricati di svolgere i necessari accertamenti.
Il giudice Tassoni ha quindi ritenuto di accogliere la richiesta delle difese e disporre l’immediato trasferimento di De Sciosciolo nel reparto di Diagnosi e cura dell’ospedale Sant’Anna di Cona, a conferma che quella che si è consumata la mattina del 5 aprile in via Paracelso è prima di tutto una tragedia umana. «In questi giorni - è ancora l’avvocato De Nunzio a parlare - De Scisciolo ha ricevuto tantissime attestazioni di vicinanza e affetto, da parte dei tanti che lo hanno conosciuto per il suo impegno sociale ma anche per il grande amore nei confronti della moglie».
Subito dopo avere ucciso Elena Salmaso, l’anziano si è diretto alla caserma dei carabinieri di via Del Campo, in stato di fortissima prostrazione psicologica, confessando quanto aveva appena commesso. Davanti agli inquirenti, e poi ancora ieri in carcere durante l’udienza di convalida, per oltre due ore si è sottoposto all’interrogatorio del giudice, ripercorrendo con grande angoscia e turbamento gli attimi di quella mattina. Ai consulenti della procura, ora, il compito di fare un po’ di luce per illuminare i motivi di quel raptus.
Alessandra Mura
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
