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Ferrara

Maestra violenta Genitori in rivolta

«Vogliamo sapere il nome dell’asilo e della donna» «Se ci sono precedenti, la colpa è anche di altri»

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Genitori sul piede di guerra, ed è difficile dar loro torto. La notizia della maestra di un asilo indagata per maltrattamenti è arrivata nelle case ieri mattina come una doccia fredda e in tanti si sono presentati davanti all’ufficio del sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli chiedendo spiegazioni e soprattutto in quale istituto l’insegnante, una donna di 54 anni, è impiegata. Qualcuno, sempre giustamente, si è rivolto anche alla Nuova Ferrara manifestando il forte disagio causato dall’assenza di indicazioni dettagliate che, per ovvi motivi, non possiamo dare. Per una questione giurisdizionale, nell’edizione di ieri abbiamo scritto che i fatti sarebbero avvenuti in un asilo del Portuense. Precisiamo che, in realtà, sono i carabinieri di Portomaggiore a indagare sulla vicenda e le scuole attive in questo territorio non sono coinvolte. I fatti e le relative indagini riguardano un comune diverso e di questo ci scusiamo con i genitori e con i docenti interessati, anche se il problema semplicemente si sposta a pochi chilometri di distanza. Al momento la maestra risulta indagata e la direzione della scuola in cui lavora avrebbe già preso provvedimenti. Dalle testimonianze sarebbe emerso che l’insegnante utilizzava con i bambini metodi decisamente duri, caratterizzati da urla, sguardi minacciosi e diverse altre privazioni, tanto che i piccini tornavano spesso a casa turbati e silenziosi e al mattino si rifiutavano di andare a scuola. Tra le accuse più gravi, i continui strattonamenti e trascinamenti degli alunni che non ubbidivano. Infine, la maestra molto spesso si sarebbe allontanata dall’aula senza avvertire le colleghe o il personale di servizio, lasciando i bambini da soli. I maltrattamenti sarebbero durati qualche mese e il tutto è venuto fuori nel momento in cui uno dei piccoli è stato trovato da solo in strada, scappato al controllo durante una piccola gita scolastica. La donna sarebbe già stata ripresa e allontanata da un’altra scuola per condotta analoga. «Se era già stata segnalata in passato per comportamenti violenti - scrivono i lettori commentando la notizia - chi ha dato la possibilità di tornare a scuola? E perché? La responsabilità a questo punto è di tanti». E ancora, «telecamere in tutti gli asili e scuole al diavolo la privacy. Dobbiamo proteggere i bambini e gli anziani, le categorie più deboli». «Nome e cognome della maestra e licenziamento anche per chi si è reso complice tacendo ed essendo a conoscenza delle cose. Se poi era già stata segnalata, la cosa è ancora più grave. Servono controlli più severi».

Annarita Bova

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