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Spunta il commercialista di Ciancimino

La sede del tribunale di Ferrara
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La sede del tribunale di Ferrara

Apolloni finì nel processo per la maxi frode acciai: era anche nella società di Daniele

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Nella lista dei primi 100 nomi dei Panama Papers, in realtà, c’è un secondo nome che ha collegamenti con Ferrara. Si tratta di Gianluca Apolloni, commercialista romano, noto alle cronache giudiziarie cittatine per essere finito nell’inchiesta sulla maxi frode fiscale da 130 milioni di euro contestata a Massimo Ciancimino, il figlio dell’ex sindaco di Palermo. La vicenda partì nel maggio 2013 con un clamoroso blitz nel quale la Guardia di Finanza arrestò Ciancimino nel quadro di 221 pagine di accuse con 13 ordini di cattura, che delineavano un’associazione a delinquere per vendere acciaio e materiali ferrosi raggirando il fisco. In questo ambito Apolloni veniva indicato come il commercialista che si occupava di trasferire società a Panama. Il processo si è aperto l’anno dopo a Ferrara, perchè proprio da qui era partita l’inchiesta, dove avevano sede diverse “cartiere”, cioè le società al centro delle triangolazioni che poi sfociavano a Panama, con transazioni e acquisti riscontrati in Egitto e Taiwan. Il processo è stato poi trasferito a Reggio Emilia con il grosso degli imputati, tra i quali appunto Ciancimino e Apolloni, e risulta non ancora concluso. I giudici bolognesi esclusero già in sede d’indagini l’associazione a delinquere per associazione mafiosa, per collegamenti tra le attività di Ciancimino e la ’ndrangheta calabrese, che invece era stata contestata dalla Dda, alla quale l’indagine era stata trasferita. L’inchiesta fece parecchio rumore al Palazzo di giustizia ferrarese, in quanto fu scenario dello scontro tra l’allora procuratore capo Rosario Minna e i due pm titolari dell’inchiesta, Nicola Proto e Barbara Cavallo, che poi ebbe pesanti strascichi di fronte al Csm.

Era questo fino a ieri l’unico collegamento “ferrarese” di Apolloni, ma dalle carte camerali di Antonio Daniele (l’imprenditore domiciliato in città, vedi articolo sopra) spunta fuori ancora il suo nome. Il commercialista romano è stato infatti presidente del collegio sindacale, fino al 2012, di Apda Italia, la società della quale Daniele è presidente e la cui proprietà è interamente di una società panamense. Può essere una semplice coincidenza, tra realtà societarie che non sembrano avere altri punti in comune, più probabilmente è la conferma di un ruolo riconosciuto al commercialista romano, come peraltro emerso anche nell’inchiesta Ciancimino. (s.c.)

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