Lodi e gli Specchi: «Ora abbassiamo i toni»
«È stata una settimana tesa per tutti, la colpa è di Tagliani. Presto ricorso a Corte dei conti»
Il Nicola “Naomo” Lodi dei calci in culo e delle spalle girate al sindaco Tagliani in consiglio comunale ora predica moderazione: «È stata una settimana tesa per tutti, per la Lega e per il Pd, riportiamo tutto a dieci giorni fa». È con queste parole che Lodi apre e chiude la conferenza stampa sulla vicenda PalaSpecchi nella sede cittadina della Lega Nord. Alla fine Lodi parla infatti dello zerbino abbrustolito davanti alla porta d’ingresso del condominio dove egli risiede (zona Krasnodar): «Hanno appiccato il fuoco nella notte, suppongo tra le due e le tre. Io sono rientrato a casa a mezzanotte e stamattina mia moglie mi ha svegliato alle 7 tutta spaventata per dirmelo. Poi è venuta la Polizia, hanno usato del liquido infiammabile, forse benzina. Non incolpo nessuno, certo io non farei mai queste cose ai miei nemici, ma la causa è da ricercare in questi giorni di tensione. Chiedo a tutti di attenuare i toni». I danni sono stati modesti: si è un po’ annerito il vetro della porta dell’androne condominiale che ha un telaio di alluminio.
Del surriscaldamento del clima Lodi dà la colpa a Tagliani: «In commissione ha detto che non esiste il termine del 31 marzo (il sindaco ha spiegato che non c’è alcun nuovo termine amministrativo, ndr) e che lui va avanti con il progetto di recupero fino a che l’arbitro non fischia la fine della partita. Non c’è più una data». Questa è una grave scorrettezza per Lodi che dice di abbassare i toni e annuncia ricorsi alla Corte dei Conti per danno erariale perché il Comune avrebbe chiesto solo recentemente a Equitalia di agire su Ferrara 2007 per i mancati versamenti delle imposte comunali. E parla di «opacità» a proposito del fatto che il Comune non ha tenuto conto di una perizia del 2004 sullo stato già allora assi degradato degli Specchi. Per Lodi già questo doveva sconsigliare di concepire il progetto di recupero. Lodi lo dice in tutte le salse che il progetto da 40 milioni non s’ha da fare: «Interverremo anche sulla Cassa depositi e prestiti. Bisogna abbattere, demolire, sgomberare e bonificare». Respinge con sdegno un legame con Roberto Mascellani: «Non abbiamo niente a che fare con lui».
Sulla recente guerra dei numeri tra Lega e Questura non si pronuncia: «Non contesto i numeri, che i clandestini siano uno o cento sono sempre troppi». Ha da ridire anche sull’interrogazione di Bertolasi (Pd) a proposito della protesta inscenata dalla Lega martedì, il giorno della commissione; il consigliere comunale del Pdc vuole sapere se Lodi ha chiesto il permesso per il comizio con tanto di megafono. «Era un sit-in non una manifestazione, non era un comizio ma una protesta - si giustifica Lodi - , ma la Lega è per la legalità e se c’è da pagare una multa la pagheremo».(m.p.)
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