La Nuova Ferrara

Ferrara

LA DOMENICA

Morale della favola: la politica conterà le pecore

di STEFANO SCANSANI
Le pecore nel sottomura
◗
Le pecore nel sottomura

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sul gregge del sottomura che è stato multato dai vigili di Bondeno e sulla politica ferrarese

4 MINUTI DI LETTURA





Lo sapete che ogni pecora delle 600 che stanno tosando l’erba del sottomura ferrarese ha preso una multa di 20 euro dai vigili urbani di Bondeno? Dodicimila euro in tutto. Eppure quella del gregge è la notizia più soffice, popolare e popolata della settimana.


Basta scorrere il nastro di commenti, fotografie e video postati sul web, per farsi un’idea di come la sindrome ovina abbia appassionato tutti, nel bene e nel male. Sì, perché ci sono i pro-pecora e gli anti-pecora. Il mondo è fatto così: si divide, litiga, crea categorie. Nelle favole gli animali diventano allegorie dei difetti o dei talenti dell’umanità, degli umani. Perciò è sciocco chiedere perché nonni, genitori, bambini, morosi corrono nel sottomura a fotografare il gregge: “Ma che robe… Non hanno mai visto una pecora? Che mondo è?”.


L’interrogativo è sbagliato perché sta nella natura nostra interpretare il mondo attraverso l’osservazione degli animali. L’umanizzazione degli animali. Mentre si dipana questa primavera di lana, belati, masticazione d’erba, digestioni e concimazioni in diretta, mentre è vittoriosa la ritrovata ecologia, è in corso un guerreggiamento fra i leghisti e il Pd. Del tipo: gli agnelli e i lupi.
 

La giunta municipale di Ferrara ha accolto e promosso l'intervento del gregge alla maniera naturalistica del baratto: gli animali si alimentano e intanto tosano il verde che in uqesta stagione è incontenibile. Contento il pastore bresciano Massimo Freddi in transumanza dalla Val Sabbia, il quale con tutte le sue bestie era arrivato nel Ferrarese attraverso il ponte di Ficarolo.


Il pastore dice che l’erba del sottomura è di gran qualità. Felici il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessore ai lavori pubblici Aldino Modonesi che si son fatti ritrarre teneri teneri in questo presepe inaspettato. In questo quadro bucolico che ha fatto il giro d’Italia.


Molti gli ingredienti sottotraccia e i riferimenti al subconscio collettivo: la Ferrara rinascimentale della mercatura della lana si manifesta, l'intervallo Rai degli anni Sessanta ricompare, l'odore delle pecore evocato da Papa Bergoglio è qui a due passi, l'ecologia messa in pratica esiste, la falciatrice a motore collocata a riposo.
Lo stesso gregge di pecore, 600 adulte tra femmine e montoni più un numero variabile di giovani e neonati, nel dicembre passato, dopo aver superato il Po, era in territorio di Bondeno. Territorio leghista per la sua amministrazione dura e pura, qualcuno dirà… Non raccolgo questa provocazione, perché la politica non c’entra, sto occupandomi di pecos, piccolo bestiame e gli imprevisti normativi.


Durante l’attraversamento di quella contea il pastore Freddi è incappato nelle maglie delle norme igienico-sanitarie-veterinarie della Regione Emilia Romagna. Ogni pecora adulta ha beccato una multa di 20 euro, per un ammontare di 12mila euro. Una tosatura.


Secondo il sindaco Fabio Bergamini - che per la Nuova ha attinto informazioni dai suoi vigili urbani - quelle pecore in attraversamento dovevano essere vaccinate contro la brucellosi. Era più o meno il giorno di Santo Stefano protomartire, dunque il 26 dicembre scorso.


Dalla Val Sabbia il pastore Freddi ieri al telefono ha chiarito che lui, là a Bondeno, era disponibile a procedere alla vaccinazione dei capi, ma che il servizio veterinario considerato il periodo delle festività, avrebbe potuto avvenire dopo l’Epifania, anzi no, forse dopo il 10 gennaio.


Il pastore dice che «le pecore non potevano aspettare», aggiunge di non capire perché i suoi animali considerati ufficialmente indenni dalla brucellosi in Lombardia dovevano essere punturati in Emilia Romagna». Seicento iniezioni. Cosicché Freddi ha fatto un fischio, i suoi cani hanno adunato il gregge e questo quadretto alpino ha fatto ciao-ciao a Bondeno per dirigersi piano piano verso Ferrara. Brucando e ribrucando. Il verbale di 12mila euro comunque è lì che incombe, con coinvolgimento di Asl, veterinari e avvocati. Dunque l’atmosfera agreste che ora pascola a Ferrara è reduce dai rigori normativi incontrati a Bondeno.


Giuro che non mi viene in mente di immaginare che le pecore possano essere considerate Pd (addirittura renziano), e che nemmeno le autorità municipali bondenesi (ferventi salviniane) fossero pronte a guastare la festa del sottomura. Infatti l’episodio burocratico-igienico-sanitario di Bondeno è precedente al madrigale ferrarese che domani si sposta in via Caldirolo.


Una favola che genera anche critiche, oppure simpatiche interpretazioni satiriche che propongo in questa pagina. La favola è al servizio della realtà dei fatti: serve a stilizzare lo scontro fra il partito al governo di Ferrara che fa rasare il sottomura alle pecore, e nello stesso vallo di difesa intravede le catapulte leghiste. Una di questa s’è già introdotta in città, al Palazzo degli Specchi, un’altra ancora è sempre azionata dalla Lega sulla vicenda della vecchia Carife e un’ultima per la sicurezza in zona Gad.


I toni e gli slogan sono forti, insopportabili, frequentemente volgari. Non c’è pronunciamento o azione del Pd che non trovi la Lega pronta a turlupinare, profittare delle lacune, accanirsi sulle persone, sempre all’attacco come nei cartoni animati di Ezechiele Lupo. Se il partito maggioritario fatica a raggiungere gli obiettivi - perché il momento non è dei migliori o perché non riesce a giocare d’anticipo - la compagine leghista non tiene programmi amministrativi se non una tattica oppositoria sempre la stessa. Il Palazzo degli Specchi sta diventando un totem, l’icona di un combattimento. Finirà per stufare. Alle elezioni comunali ci separano tre anni.
Senza una conclusione morale che favola sarebbe? Eccola qua: temo che oltre al pastore preso dalla vaccinazione delle pecore, la politica rischierà anche di contarle.


Stefano Scansani
s.scansani@lanuovaferrara.it
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google