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Offende i vigili sui social Automobilista nei guai

Offende i vigili sui social Automobilista nei guai

Argenta, nel post su Facebook c’era la parola “ladri” nei confronti degli agenti La municipale ha proceduto con una denuncia per diffamazione aggravata

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ARGENTA. «Verba volant, scripta manent». Una frase («le parole volano, gli scritti rimangono») che dovrebbe essere tenuta ben presente ogni volta che gli appassionati dei social network, appoggiano le dita sulla tastiera del pc o dello smartphone. E lo sa bene un giovane argentano che nei giorni scorsi, partecipando su Fb a uno scambio di opinioni sull’attività dell'autovelox nevicino all santuario della Celletta, ad Argenta, da parte della polizia municipale dell’Unione e in particolare del comando di Argenta, ha usato una parola non proprio rispettosa del ruolo (sono pubblici ufficiali) che questi rivestono. Un ispettore, dedito anche lui ai dialoghi su Fb, avendo notato la parola “ladri” nel contesto del post, ha riferito dell'accaduto al comandante Carlo Ciarlini e al vice comandante Riccardo Tumiati. Immediata la decisione di entrambi di procedere con una denuncia per diffamazione aggravata nei confronti di chi ha "firmato" il post su Fb. Giova ricordare che anche recentemente, su questa questione, la V sezione penale della Cassazione, ha deciso che, se una qualsiasi persona diffama su Facebook un'altra persona, va riconosciuta la stessa aggravante prevista per le diffamazioni a mezzo stampa. In pratica viene applicato il 3º comma dell'articolo 595 del Codice penale, ossia «se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516 euro». In sostanza, la diffusione di un post su Facebook, ha virtualmente la capacità di raggiungere un numero imprecisato di persone.

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