Si vota il 5 giugno in sette Comuni
Il centrodestra sferra l’attacco al fortino Pd, a meno di 2 mesi dalle elezioni resta l’incognita del M5S e dell’astensionismo
Alla fine è stato il ministro Alfano a rompere gli indugi e ha ufficializzare la data del 5 giugno per le prossime elezioni amministrative in Italia. In un primo tempo si era parlato di 12 giugno, ma poi la concomitanza con la Pasqua ebraica e un eventuale ballottaggio al 26 di giugno hanno fatto optare per un anticipo, anche se la data del 5 giugno arriva al termine del ponte del 2 giugno e in concomitanza con la festa dell’Arma dei carabinieri. Tra poco meno di due mesi quindi anche i cittadini di sette comuni del ferrarese saranno chiamati alle urne per il rinnovo dei consigli comuni e l’elezione diretta del sindaco. Urne aperte il 5 giugno a Cento (unico comune dove è previsto l’eventuale ballottaggio il 19 giugno nel caso nessun candidato sindaco superi il 50% dei consensi), Codigoro, Formignana, Goro, Portomaggiore, Tresigallo, Vigarano. La campagna elettorale è partita da molte settimane anche se c’è tempo fino al 7 maggio per presentare le liste definitive con i candidati a sindaco da sostenere. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23 per elezioni ancora molte incerte per l’esito. Da un lato c'è lo strapotere del Pd e del centrosinistra, che vanta i sindaci uscenti in tutti i sette comuni che si apprestano ad andare alle urne, senza contare che dopo le amministrative del 2014 (quella abbinate alle Europee), il partito del premier è riuscito a mettere il proprio sigillo sulla stragrande maggioranza dei Comuni. Ma rispetto a due anni fa, soprattutto in provincia di Ferrara, gli scenari sono molti cambiati per cui il risultato alla vigilia appare tutt'altro che scontato. Il centrodestra ancora una volta si presenta in alcuni Comuni diviso e lacerato. C'è anche il M5S che potrebbe creare scompiglio tra gli schieramenti, soprattutto a Codigoro. Infine c’è un'ultima importante incognita ed è quella dell'astensionismo. I dati delle ultimi regionali sull’affluenza sono stati sconfortanti (37,38%) a testimonianza che nel ferrarese attualmente lo schieramento di maggioranza è composto da quelli che non vanno a votare.
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