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Arretrati Ici, avvisi anche a chiesa e comunità ebraica

Arretrati Ici, avvisi anche a chiesa e comunità ebraica

Imposte 2010, richieste di pagamento del Comune per 11 scuole paritarie Il quadro è cambiato dopo la sentenza della Cassazione di un anno fa

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La materia fiscale è sempre spinosa. Una conferma viene dalle procedure di accertamento che sta svolgendo l’amministrazione comunale per recuperare imposte non pagate (o pagate parzialmente) negli anni passati. In queste settimane stanno arrivando al pettine i nodi dell’Ici 2010, nodi che non sempre è semplice sbrogliare per via di diverse interpretazioni tra esattore e contribuente.

Anche la Comunità Ebraica è stata recentemente destinataria di un avviso di accertamento relativo all’Ici che grava su un immobile situato nella zona medievale della città (non si tratta della sinagoga che essendo un luogo di culto è esente dall’Ici); secondo il Comune è stata pagata un’imposta inferiore al dovuto, mentre la Comunità Ebraica ritiene di aver pagato il giusto e per questo ha presentato ricorso alla Commissione tributaria provinciale contro l’avviso di accertamento n. 3272; per i Servizi Tributari del Comune i ricorso è infondato per cui nei prossimi mesi il caso verrà discusso dalla invocata Commissione tributaria alla presenza delle parti di causa.

Ma qui siamo, tutto sommato, nell’ambito delle inezie. Assai più importante si annuncia il contenzioso con le scuole paritarie che usano edifici di proprietà della chiesa ferrarese o di enti religiosi. In questo caso si tratta di corposi immobili per i quali l’Ici non è stata corrisposta in quanto la proprietà riteneva che l’imposta non fosse dovuta mentre per il Comune ora anche le scuole paritarie debbono versare l’Ici-Imu; in tal senso si è pronunciata la Cassazione con una sentenza del 2015 in cui si stabilisce che l’imposta sugli immobili va pagata in quanto il pagamento di una retta per accedere al servizio scolastico configura un’attività commerciale.

Gli accertamenti riguardano 11 scuole paritarie; l’ammontare è nell’ordine delle migliaia di euro per un solo anno. Poi, nel caso venga appurato che la ragione sta dalla parte del Comune, ci sarà da pagare anche l’imposta sugli immobili degli anni successivi. Gli uffici comunali procedono per gradi: la logica è quella che non conviene contestare tutto il presunto arretrato, ma verificare l’esito dell’accertamento 2010 e in base ad esso regolarsi per gli anni successivi.

Di pari passo si sta procedendo a tutto spiano per il recupero della Tares-Tari, la tassa ambientale sui rifiuti: gli uffici tributari del Comune hanno calcolato che mancano complessivamente all’appello un milione di euro del 2013 (c’era ancora la Tares), 2 milioni e duecentomila euro del 2104 e 4,6 milioni del 2015. Per la Tares-Tari l’azione di recupero è spesso più problematica: per Ici-Imu basta individuare il proprietario dell’immobile; per la tassa-tariffa sui rifiuti a volte bisogna rincorrere un inquilino che nel frattempo può aver cambiato residenza e città. (m.p.)

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