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Il pastore del gregge: «La multa la pagheranno le pecore, io i soldi non li ho»

Il pastore del gregge: «La multa la pagheranno le pecore, io i soldi non li ho»

Botta e risposta tra il pastore Massimo Freddi e la polizia municipale di Bondeno che ha elevato la pesante sanzione per 12mila euro: e intanto centinaia di persone fanno la fila per vedere gli ovini brucare l'erba del Sottomoura

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FERRARA - «La multa? La pagheranno loro perché io i soldi non li ho».Quel loro è riferito alle pecore, lui - l’autore della battuta - è il pastore bresciano Massimo Freddi mentre scherza con la signora che gli ha posto la domanda incuriosita dalla notizia letta sulla “Nuova”.

Ieri Freddi era impegnato assieme ad alcuni amici a deviare il percorso del gregge che dal vallone della Casa del Boia si spostava nel sottomura di via Bacchelli. Le pecore giunte dalla Val Sabbia da giorni sono diventate una delle attrazioni più gettonate in città e anche ieri la loro presenza ha richiamato intere famiglie divertite e munite di smartphone e macchine fotografiche. Solo qualcuno si diceva “preoccupato” per quel bucolico su è giù dalle Mura. Intervistato dai giornalisti, Freddi, serio, spiegava: «La multa? Vedremo, siamo in contatto con l’Asl».

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E si intuiva che da quel canale di dialogo si attende una decisione positiva sulla maxi-sanzione da oltre 10mila euro inflittagli dalla polizia municipale di Bondeno per aver attraversato assieme al gregge il territorio del comune senza eseguire su tutto il bestiame il test della brucellosi (non si tratta di vaccino ma di un prelievo di sangue) richiesto dall’Asl.

Il comandante della polizia municipale matildea, Stefano Ansaloni, ricorda che «abbiamo applicato una normativa regionale. Lombardia ed Emilia Romagna hanno adottato regole diverse sulla prevenzione della brucellosi: in Lombardia il prelievo del siero sugli ovini viene fatto a campione, nella nostra regione sul 100% dei capi. Il gregge ha attraversato il nostro comune senza la necessaria autorizzazione sanitaria».

Su questa parte della ricostruzione è d’accordo anche il pastore. Le due versioni divergono invece sull’antefatto. Secondo Ansaloni «era stato chiesto dal signor Freddi il permesso di attraversare il nostro comune mentre il gregge si trovava ancora in territorio mantovano e i veterinari si sono messi subito a disposizione per svolgere i controlli sul bestiame. Non c’è stata però la tempestiva collaborazione che ci aspettavamo dal pastore e nel botta e risposta si sono perse un paio di settimane».

Freddi però ribatte attraverso uno dei suoi colleghi che ieri lo assistevano nel sottomura: «Ci veniva chiesto di mettere a disposizione gli animali in un sito stanziale per effettuare i test, ma questo è un gregge vagante che necessita di nuovi pascoli. Era inverno (dicembre) e non si poteva restare per molti giorni sul terreno occupato fino a quel momento. Le pecore dovevano nutrirsi e nei pascoli già attraversati non c’era più erba. Si volevano evitare anche danni alle zone coltivate».

Freddi rimarca che «essendo la fine di dicembre, c’erano le ferie di mezzo...Insomma i “tempi tecnici” rischiavano di mettere a repentaglio il mio gregge». Verso la metà di gennaio la diatriba si è risolta in territorio ferrarese, a Ravalle, quando l’intero gregge è stato “certificato” dai veterinari dell’Asl. Lo conferma l’assessore Aldo Modonesi: «L’autorizzazione sanitaria e veterinaria qui a Ferrara è ok». (gi.ca.)

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