Ucciso nella villetta con colpi in testa
Ugo Tani, cuoco 55enne di Migliaro, trovato morto a Cervia. Si consegna a Lanciano il giovane che abitava con lui
Lo hanno trovato riverso a terra a ridosso dell'ingresso della villetta di via Puglie a Pinarella, ormai esanime. Colpito alla testa, probabilmente al culmine di una violenta lite, dalla persona con la quale conviveva nell'appartamento preso in affitto per la stagione estiva, entrambi occupati in un albergo di Cervia.
E' morto così Ugo Tani, un cuoco di 55 anni originario di Migliaro. Stando alle prime ricostruzioni, la lite sarebbe scoppiata intorno alle 9 di mattina, e in un'escalation di ira i due sarebbero venuti alle mani. A quel punto la persona con la quale condivideva l'appartamento, il 26enne leccese Antonio Colopi, lo avrebbe colpito alla testa utilizzando un oggetto contundente, facendolo crollare a terra privo di sensi.
Quindi, probabilmente preso dal panico, Colopi ha preso le chiavi dell'automobile di Tani, una Peugeot, dandosi alla fuga. Ma nessuno si è accorto di nulla. Solo alcune ore più tardi, alcuni familiari della vittima, non riuscendo a contattarla, sarebbero arrivati alla villetta di via Puglie ed, entrando, avrebbero trovato il corpo del loro congiunto esanime. Si trovava, il corpo, nelle vicinanze della porta d’ingresso, forse per via di un disperato tentativo di fuga dal suo assassino, con evidenti tracce di colpi letali sul viso. Subito la disperata telefonata al 118, alle 13.37, ma il medico giunto sul posto ha potuto solo constatarne il decesso.
Immediatamente i carabinieri della Compagnia di Cervia-Milano Marittima, giunti sul posto, hanno diramato l'avviso di ricerca dell'auto alle forze dell'ordine dei territori limitrofi. Il giovane si è comunque consegnato spontaneamente nel tardo pomeriggio. Nella sua fuga disperata era arrivato fino in Abruzzo, a Lanciano. In tarda serata era ancora sotto interrogatorio da parte del magistrato di turno di Chieti, Rosaria Vecchi, in previsione della richiesta di fermo.
Per far luce sulla dinamica del delitto, la villetta è stata passata al setaccio dagli uomini della Scientifica dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Stefano Stargiotti. Si cercava conferme sull’arma del delitto, che potrebbe essere un grosso coltello da macelleria, tipo piccola mannaia. Sia la vittima che il presunto omicida lavoravano nelle cucine di uno dei tanti hotel della zona, che ha già aperto la stagione e si sta preparando per il clou dei prossimi mesi. Tani era lo chef da alcuni anni, dopo diverse esperienze professionali in altre zone d’Italia, mentre Colopi si definisce, sulla sua pagina Fb, aspirante aiuto cuoco. Si cerca anche di capire il contesto nel quale è maturato il delitto, e cosa può aver scatenato la furia omicida.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
